Roma Capitale

Paura nei cieli. Fumo in cabina e tutti a terra

La maledizione del wet-lease. A quasi sette mesi dal fuoripista della Carpatair che provocò numerosi feriti tra i passeggeri che erano diretti da Pisa a Roma, sabato sera l’incubo dell’incidente...

La maledizione del wet-lease. A quasi sette mesi dal fuoripista della Carpatair che provocò numerosi feriti tra i passeggeri che erano diretti da Pisa a Roma, sabato sera l’incubo dell’incidente aereo ha fatto gelare il sangue ai molti romani che, imbarcati sul volo Az 7037 in partenza dall’aeroporto di Ancona Falconara con destinazione Fiumicino, dopo circa quindici minuti dal decollo hanno assistito impietriti all’uscita in cabina di una densa nube di fumo. L’episodio ha costretto il pilota ad una brusca virata e a un precipitoso rientro nello scalo marchigiano. Giunto a terra ed evacuati equipaggio e viaggiatori, il piccolo Saab 2000 della compagnia svizzera Darwin Airlines è stato portato in hangar per accertare i motivi del guasto. Così, mentre il velivolo veniva sottoposto ad un minuzioso check-up, i passeggeri restavano bloccati nell’aerostazione. Una situazione che si è protratta fino alla tarda mattinata di ieri in quanto la Darwin Airlines ha deciso di cancellare altri due voli a scopo precauzionale, l’ultimo della sera di sabato e il primo della mattina di domenica. Un provvedimento necessario per consentire ai tecnici di monitorare anche gli altri aerei ma che ha riaperto il dibattito su appalti e sub-appalti nei cieli. La Ancona – Roma, infatti, è operata in wet-lease (affitto di un aeromobile in modo non occasionale da parte di una compagnia per coprire una tratta di cui è assegnataria) dalla Darwin in sostituzione della romena Carpatair, vittima della rescissione contrattuale da parte di Alitalia dopo il quasi-disastro di febbraio.

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