Roma Capitale

Presto dimessi i sanitari dopo il caso d’infezione durante autopsia

Il medico e l'infermiera ricoverati sotto osservazione all'ospedale San Giovanni di Roma, che si erano occupati dell'autopsia eseguita a fine luglio insieme all'infermiere deceduto a causa di una...

Il medico e l'infermiera ricoverati sotto osservazione all'ospedale San Giovanni di Roma, che si erano occupati dell'autopsia eseguita a fine luglio insieme all'infermiere deceduto a causa di una presunta infezione contratta nella sala settoria dell'ospedale, «saranno dimessi in queste ore». Lo conferma Gianluigi Bracciale, direttore generale dell'azienda ospedaliera San Giovanni Addolorata. «Il medico e l'infermiera andranno a casa, sono loro a insistere. Gli esami svolti in questi non hanno dato riscontro di infezioni». Mentre il presidente di Assotutela, Michel Emi Maritato, sostiene in una nota che la riunione dei direttori sanitari convocata il 14 agosto scorso «si è risolta in consigli, raccomandazioni, ma decisioni concrete ancora poche, e intanto i dipendenti, in preda a un giustificato terrore, corrono ai ripari chiedendo ferie e congedi che potrebbero arrecare disagi nei reparti, già dimezzati dalle ferie ordinarie», Bracciale replica invece che «l'ospedale è funzionante a regime e non c'è nessuna situazione d'allarme da parte del personale». Secondo Bracciale, rimane il mistero di quello che possa essere accaduto nella sala settoria: «Per avere delle risposte dovremmo aspettare l'autopsia decisa dai magistrati - spiega - ma un caso del genere non è mai accaduto in letteratura. Stiamo cercando di capire le cause che hanno portato al decesso del nostro infermiere e per questo abbiamo contatto le università di Boston e Cincinnati. Potrebbe essere stata un'infezione virale - suggerisce - ma è un'ipotesi».

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