«Non lasciatelo andare, fermatelo». Questo l’ordine perentorio impartito dal capo tredicenne della banda di baby bulli che mercoledì sera ha aggredito e rapinato un ragazzo 15enne fuori dal centro commerciale Roma Est sulla Collatina. Immediato l’intervento dei carabinieri della compagnia di Tivoli guidata dal capitano Emanuela Rocca che hanno fermato i responsabili: otto minori tra i 13 e i 16 anni. Due non sono imputabili, proprio perchè non hanno ancora compiuto quattordi anni. Altri quattro, due italiani di 15 e 16 anni e due romeni di 14, sono stati arrestati e messi ai domiciliari, così come disposto dal Tribunale dei Minorenni di Roma. Due 15enni, infine, sono stati denunciati a piede libero. Devono tutti rispondere di rapina aggravata in concorso e lesioni. La vittima è stata soccorsa e portata all’ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli. Per lui, rapinato, malmenato, preso a calci e pugni, dieci giorni di prognosi. Con le scuole chiuse, tanto tempo libero e alla ricerca di un po’ di refrigerio, in estate le mete più ambite per i giovani diventano i centri commerciali. Da quanto ricostruito dai militari la vittima stava andando a fare una passeggiata al centro commerciale insieme ad un compagno. Ad un certo punto hanno incontrato la banda che, avendo intuito che il 15enne aveva in tasca dei soldi, ha pensato bene, vista la conoscenza con l’altro giovane che accompagnava la vittima, di unirsi a loro. Fin da subito c’era però qualcosa che non andava. Troppi bisbigli, troppi sguardi, troppe domande e così il 15enne per «tenerseli buoni» ha deciso di offrire loro due bottiglie di Coca Cola. Ma il clima non si è disteso. Anzi. L’ambigua situazione, con il gruppetto che faceva come da scorta al giovane, non è passato inosservato. Una signora, allarmata, ha deciso di segnalare la strana situazione alle guardie giurate del centro commerciale che, visti anche alcuni di episodi di bullismo avvenuti durante l’anno, hanno deciso di allertare a loro volta il 112. Nel frattempo il gruppetto era uscito da Roma Est. Il giovane non era per niente tranquillo e ha deciso di nascondere i soldi, circa 60 euro, negli slip. Voleva tornare a prendere l’autobus ma è stato letteralmente costretto ad imboccare una stradina sterrata, poco frequentata e soprattutto senza telecamere. A quel punto il pericolo era evidente e il quindicenne ha cercato di fuggire. «Non lasciatelo andare, fermatelo», così il capo banda ai suoi. Ed è partita l’aggressione. Mentre due lo tenevano fermo, altri due lo colpivano con pugni e schiaffi, tutto per derubarlo del cellulare e dei 60 euro. Per prenderli gli sono stati anche sfilati gli slip. Tutto questo accadeva quando i carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Tivoli erano stati già allertati. Al loro arrivo i militari sono riusciti a fermare tutti i membri della banda. Otto minorenni tra i 13 e i 16 anni, appunto, dei quali due appena 13enni e quindi per la legge non imputabili. Gli altri quattro, due italiani di 15 e 16 anni e due 14enni di origini romene, sono stati arrestati e sottoposti agli arresti domiciliari, così come deciso dal Tribunale dei Minorenni di Roma. Due 15enni sono stati denunciati a piede libero. Lesioni e rapina aggravata in concorso sono i reati di cui dovranno rispondere davanti ai giudici.
Picchiato dai baby bulli per 60 euro
Quattro adolescenti agli arresti domiciliari e due denunce
