«Diffidati» dal continuare a servire cocktail usando bevande superalcoliche, pena la revoca della concessione. Mentre l’amministrazione non dà risposte chiare sull’interpretazione della legge regionale che vieta la somministrazione di cocktail superiori ai 21 gradi e la polizia municipale continua a elevare verbali anche dopo aver accertato la sola presenza di bottiglie di alcolici sul bancone o dentro ai magazzini, senza peraltro procedere ad alcuna «misurazione» della gradazione alcolica da bicchiere, il Gabinetto del Sindaco manda a dire agli organizzatori delle manifestazioni i cui esercenti sono stati multati di «stare attenti». È accaduto lo scorso 2 agosto ai danni della manifestazione «Bazz Palazzaccio», presso la banchina del Tevere nel tratto compreso tra Ponte Umberto I e Ponte Cavour. All’indirizzo degli organizzatori è arrivata una diffida a reiterare nel comportamento di «somministrare cocktail a base alcolica, pena la revoca del provvedimento autorizzativo senza ulteriore avviso». Le multe sono state elevate a carico di tre soggetti presenti nella manifestazione, che sono stati immediatamente informati dall’organizzazione del provvedimento di diffida e invitati a non servire più alcun cocktail. Dunque i tre si sono attivati a toglierli dai menù e a far sparire ogni pubblicità che riguardasse bevande superalcoliche servite in quello stand con la conseguenza, ci racconta un esercente che vuole restare anonimo perché teme ripercussioni, «che ho dovuto mandare a casa tre dipendenti su sei che ne avevo e ho perso in soli 10 giorni circa il 40% del mio fatturato». Eppure quegli stessi esercenti assicurano che erano stati molto attenti a rispettare la legge anche per evitare quello che già era successo la scorsa estate, vale a dire decine di altre multe per lo stesso motivo. «Ho affisso ovunque cartelli per ricordare che in questo esercizio non si somministrano bevande alcoliche con gradazione superiore ai 21 gradi - continua l’esercente - l’ho fatto mettere anche nei menù e ho ricordato ai vigili che mi hanno multato che utilizzare rum o vodka in un cocktail non significa dare una bevanda che superi i 21 gradi. Posso dimostrare a chiunque che tutti i cocktail che somministravamo avevano una gradazione massima di 15 gradi ma la municipale non ha voluto ascoltare ragioni». C’è poi anche chi insinua un dubbio: «In giro - racconta un altro degli esercenti multati - ci sono bevande liquorose sulla cui bottiglia c’è scritta una gradazione inferiore a 21 che vengono spacciati come alcolici tipo rum o gin ma nulla hanno a che vedere con gli originali. Quelli non vengono multati ma per caso qualcuno si è chiesto che tipo di bevande siano? Se possono far male alla salute e, soprattutto, se nei menù che le reclamizzano c’è scritta la verità ovvero che non si tratta di rum, vodka o gin ma solo di bevande che le ricordano per sapore?». Intanto l’assessore capitolino al commercio Marta Leonori, avvertita delle lamentele degli esercenti, ha iniziato una serie di verifiche presso tutti gli uffici competenti e promette una risposta già entro oggi. L’assessore aveva dichiarato il suo stupore di fronte al racconto di multe per i 21 gradi elevate senza aver usato alcun misuratore adatto allo scopo.
Il Comune spegne l’estate: chiudete i cocktail bar
Dopo le multe arriva la diffida del gabinetto del sindaco: via la licenza se già sanzionati
