Le imprese affidatarie dei lavori della Metro C chiedono il commissariamento dell’opera. L’obiettivo della richiesta è «far incontrare le parti e scongiurare lo stop dei cantieri» minacciato per il 9 agosto dal consorzio costruttore se il Comune non provvederà al pagamento di 230 milioni di debito. «Questa mattina (ieri, ndr) sui giornali si assiste all’ennesimo paradosso», ha scritto in una nota Nicola Franco, l’imprenditore portavoce del Comitato imprese affidatarie lavori Metro C .«Noi lanciamo allarmi sulla situazione finanziaria e sulla crisi occupazionale che si innesca con la chiusura dei cantieri della Metro C - continua - l’assessore Improta che da una parte lancia segnali distensivi, per poi mostrare i muscoli parlando di inadempienze contrattuali, arrivando a paventare un fermo per ferie. Il consorzio Metro C è fermo sulle sue posizioni, la riprova è la lettera inviata alle imprese affidatarie di sospensione dei lavori fino a nuovo ordine. Purtroppo, chi ne paga le conseguenze siamo noi imprenditori e i lavoratori». Le aziende affidatarie nei giorni scorsi hanno anche manifestato con gru e camion listati a lutto in via dei Fori Imperiali, senza sortire effetto. «La nostra- spiega Franco- è una corsa contro il tempo, ricordo a tutti che lo Stato le tasse le vuole anticipate, l’Iva ogni mese, l’imposta sui redditi anticipata per l’anno successivo, oltre agli oneri finanziari che corrono, i leasing da pagare tutti i mesi, anche quando non si lavora, oltre alle scadenze dei fornitori. Molte imprese per lo stato del mercato degli appalti hanno solo i cantieri aperti su Metro C, il fermo potrebbe innescare conseguenze disastrose fino a costringere qualcuno a portare i libri contabili in Tribunale». Il timore delle imprese è che un braccio di ferro possa penalizzare tutti. «Tutto questo mostrare di muscoli ci preoccupa, stiamo preparando una nota a tutti gli organi istituzionali- annunciano le imprese- per chiedere, come previsto dalla legge Obiettivo (articolo 20 d.l. 185/2008) di cui fa parte l’opera metropolitana, il commissariamento dell’opera per far incontrare le parti e far ripartire immediatamente i lavori scongiurando il licenziamento certo di 3.000 dipendenti e il fallimento di centinaia di aziende affidatarie». «Non credo che i cantieri della Metro C chiuderanno», aveva detto in mattinata il sindaco di Roma, Ignazio Marino, a margine della celebrazione del 68° Anniversario della tragedia di Hiroshima in piazza della Rotonda al Pantheon. «L’unica cosa che posso fare è ricordare la verità: l’assessore Improta, assai appropriatamente, ha chiesto un cronoprogramma - ha detto Marino - Ha fatto questa semplice domanda ai costruttori che sono tra i più esperti in Italia e immagino che non avranno difficoltà a rispondere. Solo su un rapporto trasparente il Comune farà immediatamente la sua parte anche amministrativamente». «In caso di chiusura dei cantieri il consorzio Metro C sarebbe in violazione degli obblighi contrattuali - aveva detto il giorno precedente l’ssessore Improta - Il consorzio adesso deve realmente assumersi la responsabilità sulle sue intenzioni, e chiarire se vuole avviare un dialogo o fare braccio di ferro con l’amministrazione comunale, mettendo a rischio migliaia di lavoratori».
Metro C, le imprese: «Commissariamento»
Le aziende: tavolo con consorzio e Comune Marino: non credo che i cantieri chiuderanno
