OSTIA Scomparso il decreto pontificio del Vaticano che riconosce Sant’Agostino come patrono di Ostia. La pergamena era stata consegnata il 22 marzo 2004 da monsignor Paolino Schiavon, vescovo ausiliario di Roma, all’allora presidente del XIII Municipio Davide Bordoni e al presidente dell’Associazione culturale Sant’Agostino Rinaldo Raganato, che per dare un santo protettore al Lido aveva raccolto e poi consegnato al Vicariato più di centomila firme. La bolla, emessa dalla Congregazione del culto divino e dei sacramenti e firmata dal cardinale Aloisius Arinze, è ora sparita. In Municipio, dove era custodita, non si trova più. A scoprirlo è stato proprio l’anziano presidente dell’associazione. «Quel decreto è un documento storico - spiega Raganato -Il valore non è dato dal materiale su cui è stato redatto, la pergamena appunto, ma per ciò che significa nel contesto della Chiesa, che per Ostia ha fatto un’eccezione. Nonostante la Capitale abbia come patroni ufficiali Pietro e Paolo, per il quartiere marino è stato riconosciuto come protettore Agostino». Che qualcosa non vada per il verso giusto l’associazione Sant’Agostino lo sospetta tre anni fa. Il 3 novembre 2010 il presidente Raganato presenta domanda di accesso ai documenti amministrativi in base alla legge sulla trasparenza. Ai sensi della deliberazione del consiglio comunale numero 203 del 20 ottobre 2003, chiede di «avere copia del decreto pontificio nel quale è stato nominato patrono di Ostia Sant’Agostino». La domanda viene protocollata con il codice CO/2010/99001. Gli impiegati del municipio, ligi al dovere, lo cercano. Sugli scaffali non lo trovano, in archivio neppure. Sono trascorsi appena sei anni dalla consegna e non dovrebbe essere finito tra le scartoffie in cantina. Comunque rovistano pure lì. La bolla non c’è. Non resta che informarne il presidente Giacomo Vizzani. Lui ordina di cercare ancora l’atto. Il decreto sembra essere svanito. Il 17 novembre non gli resta che scrivere alla responsabile dell’ufficio Urp Valeria Garaffo: «In riferimento alla richiesta di cui all’oggetto, si comunica che agli atti di questa presidenza, e nell’archivio del XIII Municipio, non risulta nessuna documentazione inerente quanto richiesto». L’ufficio Urp, a cui si era rivolta l’associazione culturale, consegna la lettera. E scatta il «giallo». «Il decreto pontificio è stato consegnato al Municipio e in Municipio è giunto - indaga Raganato - È patrimonio della città che si è battuta per avere Agostino come patrono. È impensabile che sia andato perduto». Per il neopatrono di Ostia il 14 novembre 2004 l’allora cardinale Joseph Ratzinger (che ricopriva pure il ruolo di vescovo di Ostia) aveva celebrato messa nella chiesa di Sant’Aurea di fronte alle reliquie di Agostino, fatte appositamente arrivare da Pavia, dove il re longobardo Liutprando le aveva fatte tumulare nel 725 per sottrarle ai barbari. Ratzinger aveva poi pregato in piazza della Stazione Vecchia ai piedi della statua del patrono, realizzata dallo scultore Augusto Ranocchi e benedetta appena quattro giorni prima da Papa Giovanni Paolo II. Ora la statua del patrono è abbandonata al degrado, semincoperta dai rovi, la bolla papale è sparita e della storica traslazione delle reliquie di Agostino al Lido, in occasione dei 1.650 anni dalla nascita, si ricordano in pochi. Rinaldo Raganato però non si è rassegnato. Il 3 luglio scorso è tornato a chiedere al Municipio l’esibizione della «pergamena originale relativa al riconoscimento di Sant’Agostino patrono».
Scomparso il decreto per il patrono
Nella bolla papale la nomina di Agostino a santo protettore del Lido
