Roma Capitale

Prima affrontare i problemi

di Dario Martini La grana della discarica è scoppiata nelle mani di Marino proprio nel giorno che il sindaco avrebbe voluto dedicare esclusivamente alla pedonalizzazione dei Fori Imperiali. Quello...

La grana della discarica è scoppiata nelle mani di Marino proprio nel giorno che il sindaco avrebbe voluto dedicare esclusivamente alla pedonalizzazione dei Fori Imperiali. Quello che lui chiama «il sogno di Roma». Il problema è che a forza di sognare ha tralasciato questioni più stringenti che incidono sulla vita quotidiana dei cittadini. Quello dei rifiuti è il primo problema che avrebbe dovuto affrontare. Bisogna essere obiettivi: la questione della discarica non è stata risolta neanche dall’ex sindaco Alemanno, che ieri si è messo ugualmente alla testa del corteo antidiscarica. Se avesse trovato una soluzione negli anni in cui governava, ieri non sarebbe stato costretto a protestare pure lui. Resta il fatto che Marino, in questi primi mesi di governo, ha trascurato il problema principale senza rendersi conto che la situazione rischiava di deflagrare. Migliaia di cittadini hanno chiesto al sindaco di aspettare, di rinunciare a questa corsa contro il tempo per vietare alle auto private il transito sotto al Colosseo. Quella a cui abbiamo assistito ieri, è tutto fuorché una vera e propria pedonalizzazione. Romani e turisti, infatti, continuano a passeggiare come prima esclusivamente sui marciapiedi. Per loro nulla è cambiato. L’intera carreggiata dei Fori imperiali è riservata ai mezzi pubblici, ai taxi e agli ncc. Che senso ha chiamarla pedonalizzazione quando i pedoni non c’entrano nulla? Inoltre - ammesso che la vera pedonalizzazione mai si farà - perché attuarla senza vietare il transito alle auto da piazza Venezia a largo Ricci? E che dire di via di San Gregorio e via dei Cerchi dove c’è il Palatino? Per non parlare del traffico impazzito in via Merulana, in nome di non si sa quale visione. Se Marino avesse aspettato e si fosse prima dedicato a disinnescare la «bomba» dei rifiuti, forse ieri non avremmo assistito a una «Notte bianca» paradossale, con il primo cittadino, accompagnato dal presidente della Camera, che non riusciva a tagliare il nastro perché l’unica musica che riecheggiava era quella delle sirene della polizia.

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