Un’altra tassa sulle spalle dei cittadini con la scusa della lotta al traffico. I residenti del centro bocciano la stangata sulle strisce blu a cui il Campidoglio sta lavorando. Sul tavolo del sindaco Marino tre misure fondamentali: il ticket orario che passa da 1 a 1,5 euro (per le zone di pregio in cui oggi si paga 1,20 euro si parla di due euro l’ora), il divieto per i residente di parcheggiare gratuitamente su strade a vocazione turistica e commerciale, l’abolizione degli abbonamenti mensili e giornalieri e il divieto di sostare a pagamento per più di un certo numero di ore. «Questo progetto è una follia, e la sosta tariffata a rotazione è inutile - sbotta Adriano Angelini dell’associazione Tridente Centro storico - Il problema è che non funzionano i mezzi pubblici. E anche portare tutte le strisce blu a un euro e 50 centesimi, se non a 2 euro, è incomprensibile. Oggi già si paga 1,20 euro per posteggiare a Trinità de’ Monti. Il sindaco vuole far pagare di più anche in zone che non sono di particolare pregio. Chi viene in centro per lavoro e per fare compere deve parcheggiare a pagamento, se trova posto, e poi prendere la metro o l’autobus, se passano. Togliendo gli abbonamenti a 70 euro al mese o a 4 euro per 8 ore, senza potenziare i trasporti, si fa solo un danno a chi già oggi subisce dei disagi». Le nuove limitazioni penalizzerebbero soprattutto i residenti. «Ma il problema non è questo - continua Angelini - Marino pensasse a realizzare parcheggi e a portare a termine quelli in costruzione. Oppure a un giro di vite serio sui permessi per disabili, di cui tanti "sani" si approfittano. In centro di vedono contrassegni palesemente falsificati, fotocopiati o di altre regioni su macchine ferme per giorni. E nessuno controlla». Per il suo impegno contro la «falsa pedonalizzazione» di via dei Fori Imperiali, Luciana Gasparini dell’associazione via Merulana è finita pure sulla prima pagina dell’ Herald Tribune , l’edizione internazionale del New York Times , insieme a Marino. «Ha visto che roba?Anche in America se ne sono accorti che il piano non sta in piedi - commenta - Poi anche questa cosa delle strisce blu. Forse al sindaco ciclista il caldo gli dà alla testa, con quel casco... Il fatto è che non ha studiato il problema. Noi romani abbiamo la fortuna e la disgrazia di abitare in una delle città più importanti del mondo e sappiamo che per questo dobbiamo pagare un prezzo, ma così ci dissanguano - continua - Ma se proprio serve una nuova gabella per le casse del Comune, la facciano pagare a chi viene da fuori, come i pullman turistici. E non a residenti e commercianti. Il sindaco pensi invece a creare nuovi parcheggi, la vera priorità per eliminare il traffico. E si faccia un giro a piedi, non in bici,anche per vedere le vere ferite di Roma come la pulizia e il decoro: è possibile che alla Domus Aurea ci siano persone che si lavano alle fontane in pieno giorno?». «È anche vero che il romano è abituato a mettere la macchina sotto casa e se deve parcheggiarla a cento metri di distanza si sente male - è il commento di Viviana Di Capua, dell’associazione abitanti del Centro storico - Il problema è il trasporto pubblico, Stato e Regione devono sedersi a un tavolo col Comune e trovare una soluzione». Per Paolo Gelsomini di Città storica l’aumento delle tariffe può far parte di una strategia di sistema. «Se si vuole puntare alla rotazione le nuove tariffe per la sosta sono anche troppo basse - sostiene Gelsomini - E sempre se si vuole garantire un ricambio delle auto in sosta è necessario togliere gli abbonamenti. Allo stesso modo i residenti che abitano a via Cola di Rienzo, per dirne una, dovrebbero parcheggiare altrove per favorire i commercianti». Un quadro, quello dipinto da Gelsomini, in cui però manca il soggetto principale. «Ci vuole un piano generale del trasporto pubblico, però. Un’idea di "rete", non servono "monconi" come il tratto della metro C o la fermata in più del tram. Una strategia d’insieme che parte dai treni della città metropolitana fino a i bus del centro storico». Finora il Campidoglio si è concentrato sui "disincentivi" all’uso dell’auto: estensione delle Ztl e aumento e limitazioni della sosta tariffata. «Un silenzio singolare - conclude - Finora si è parlato solo di Fori Imperiali. Sarebbe curioso se il sindaco da settembre non agisse sul trasporto pubblico con la stessa veemenza che ha dimostrato per la pedonalizzazione. Anche perché mentre sto al telefono con lei, sono 40 minuti che aspetto il 628...»
E sul fronte strisce blu già gridano: no al salasso
I residenti contro gli aumenti della sosta «Servono parcheggi e più mezzi pubblici»