Roma Capitale

Fioccano le offerte dei venditori di opinioni

Il cliente ha sempre ragione, ma sull’opinione si sta creando un mercato. «Il fenomeno delle recensioni online false, siano esse positive o negative, si sta allargando a macchia d’olio - denuncia...

Il cliente ha sempre ragione, ma sull’opinione si sta creando un mercato. «Il fenomeno delle recensioni online false, siano esse positive o negative, si sta allargando a macchia d’olio - denuncia Lamberto Santini, presidente dell’Adoc - Questo crea non pochi problemi, sia agli utenti che desiderano informarsi preventivamente sulla bontà di una struttura, sia agli operatori onesti del settore. Purtroppo chi scrive recensioni non corrispondenti al vero non è solo l’operatore che vuole fare un "dispetto" ai propri concorrenti, né è l’amico di turno che si prodiga in tal senso». Molte società di web marketing, infatti, hanno fiutato l’affare e, dietro compenso, offrono ai titolari di rendere più appetibile il locale del cliente con quelle che chiamano «simulazioni di esperienza». Un modo romantico per dire recensione falsa. I più spergiudicati si offrono di «demolire» il locale concorrente. «Si è creato un "mercato delle opinioni" - continua Santini - che mina la bontà e la certa utilità di siti, app e forum. Crediamo che questi debbano imporre maggiori controlli, magari prevedendo una documentazione più estesa e dettagliata, ad esempio allegando fatture e scontrini che testimonino la reale presenza nel locale». Da tempo le associazioni di categoria chiedono la «recensione certificata». Con un nickname e una mail si possono scrivere commenti di ogni tipo - afferma Daniele Brocchi di Confesercenti Roma - Vengono rimossi solo quelli con parolacce o bestemmie. In vari incontri abbiamo proposto a TripAdvisor di chedere agli utenti, al momento della registrazione, nome, indirizzo e data di nascita. Ci hanno risposto che tecnicamente è troppo complicato. Allora abbiamo chiesto che lo trovino loro, un sistema che garantisca la tracciabilità dei commenti». Il problema delle recensioni a pagamento si va ad aggiungere a un quadro già abbastanza variopinto. «I nostri associati ricevono offerte del genere, a partire da 100 euro a recensione - continua Confesercenti - Si tratta di un doppio ricatto, insieme a quello di chi, per una serata storta, è capace di affossare un’attività di successo con un commento esagerato».

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