I crediti vantati nei confronti dei cittadini per le tasse rifiuti arretrate salveranno Hcs. Il sindaco di Civitavecchia Pietro Tidei non molla, nonostante la drammatica bocciatura da parte del giudice fallimentare del piano di recupero della holding e rilancia la necessità di «recuperare sette milioni di euro per convincere la Procura a non procedere con il fallimento». Il primo cittadino ieri ha indicato proprio questa somma come garanzia da presentare al tribunale entro la nuova udienza che si svolgerà in autunno. Ed è evidente che a questo proposito sarà quanto mai fondamentale il lavoro di Poste Tributi, che già da alcune settimane è al lavoro per recuperare le bollette Tia non pagate e consegnare le cartelle con la sovrattassa, che solo in un secondo momento sarà restituita. A questo proposito, il sindaco è apparso fiducioso, anche se ancora non si spiega come il giudice non abbia «compreso che quella intrapresa da Palazzo del Pincio è l’unica strada percorribile, come dimostra tra l’altro il fatto che nessuno dei creditori si è opposto al concordato». Nodo cruciale sul quale la magistratura fallimentare è dubbiosa sarebbe l’incompleta spiegazione sulla solvibilità per quanto riguarda in particolare il pagamento della prima rata dei debiti. Dimostrare l’esistenza di questi sette milioni di crediti e, inoltre, rendere visibile la capacità di incassarli, cosa che finora le amministrazioni che si sono succedute non sono mai state in grado di fare. «Dobbiamo agire in fretta - afferma Tidei - e per farlo ci stiamo muovendo su due binari differenti: quello della Procura, con la presentazione degli atti formali, e ovviamente quello del Tribunale, con il nuovo piano». Intanto, ieri è arrivato anche un nuovo attacco da parte dell’ex sindaco Gianni Moscherini sulla vicenda Hcs. Moscherini ha sempre etichettato quello di Tidei come «un bluff bello e buono» ed ora è tornato a chiederne le dimissioni, con la motivazione di aver dimostrato, a suo dire, di non essere stato in grado dopo più di un anno di rimediare a una situazione che egli stesso ha creato, «mettendo in pericolo il lavoro di oltre 300 persone, nonché i servizi alla cittadinanza». All’ex primo cittadino ha replicato l’attuale reggente del Pd Clemente Longarini: «L'ex sindaco, ex candidato consigliere regionale, ex candidato parlamentare, aveva come unico piano quello di svendere tutto di privatizzare e di scaricare le responsabilità agli amministratori futuri e sui lavoratori, oltreché sulla qualità dei servizi e sui cittadini. Oggi grazie all'azione dell'amministrazione Tidei passi avanti sono stati fatti senza licenziare nessuno. Abbiamo infatti delle società che, pur faticosamente, hanno raggiunto la parità di bilancio». «Rimane il grande scoglio - aggiunge - di come sanare i debiti già soggetti di un concordato preventivo ma siamo fiduciosi che ciò sarà possibile. Siamo anche convinti che queste questioni non dovranno essere affrontate solo dalla politica. Anche altri organismi dovranno accertare se ci sono eventuali responsabilità personali di altra natura. Non è possibile pensare che se se tali responsabilità esistono, nessuno mai paghi. Oggi Moscherini chiede il commissariamento, qualche settimana fa chiedeva le larghe intese, qualche tempo prima non riconosceva neppure l'autorità dell'amministrazione eletta».
Stretta sulle tasse evase per salvare Hcs
Sette milioni di Tia non pagata «a garanzia» del rientro del debito