Prima la diffusione della notizia alle agenzie di stampa, poi la smentita da parte del Comando Generale della Guardia di Finanza. E' giallo sull'operazione che avrebbe portato all'arresto di sette funzionari dell'Agenzia delle Entrate e di quattro professionisti. Le indagini sarebbero partite dopo le segnalazioni dei contribuenti su anomalie procedurali negli accertamenti tributari ma i militari hanno smentito ufficialmente l'operazione. La Procura di Roma ha aperto un'inchiesta. IL COMUNICATO I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno arrestato 7 funzionari dell'Agenzia delle Entrate di Roma e denunciato 4 professionisti, sequestrando loro beni per oltre 3 milioni di euro. Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Roma Vilma Passamonti su richiesta della locale Procura della Repubblica a seguito delle indagini svolte dal nucleo di Polizia Tributaria della Capitale e coordinate dal Procuratore Aggiunto Nello Rossi. Le indagini erano nate a seguito di svariate segnalazioni di contribuenti che si erano rivolti alla GdF allorché avevano riscontrato allarmanti anomalie procedurali negli accertamenti tributari svolti dall'Agenzia delle Entrate. I funzionari arrestati si concentravano sulle verifiche tributarie di contribuenti facoltosi dei quali analizzavano dettagliatamente le situazioni economico-patrimoniali utilizzando i numerosi strumenti informatici messi a loro disposizione. Di qui venivano mosse ai contribuenti contestazioni per operazioni e cifre del tutto infondate e sproporzionate; risultate tali anche in relazione ai numerosi raffronti effettuati poi dalla GdF su analoghe verifiche di sua competenza. Tale pratica aveva lo scopo di precostituire la base per maturare a fine anno gli incentivi di produzione dei funzionari dell'Agenzia delle Entrate che così, oltre a precludere gli effettivi recuperi del gettito fiscale, cagionavano anche un considerevole danno all'erario dovuto all'aggravio dei premi stessi. A seguito delle verifiche contabili, i contribuenti venivano quindi invitati presso l'Agenzia delle Entrate per valutare la possibilità di chiudere transattivamente le loro pendenze con il fisco. Tuttavia, in quella sede i contribuenti venivano pesantemente minacciati dai citati funzionari i quali paventavano l'imminenza di sequestri, espropri e di altre misure cautelari restrittive della libertà che, a loro detta, sarebbero state addirittura volute dalla Procura della Repubblica di Roma. Dopo interminabili e ripetuti incontri, i contribuenti venivano infine misteriosamente contattati da mediatori che si proponevano come possibili risolutori delle loro pendenze fiscali in cambio di laute elargizioni in denaro contante. Alcuni contribuenti decidevano così di segnalare al comando Provinciale di Roma la stranezza e l'irregolarità di tali fatti che evidenziavano il potenziale interesse privato dei funzionari nelle pendenze fiscali nonchè la fuoriuscita dei fascicoli tributari dall'Agenzia delle Entrate, e di tutti i dati personali e sensibili degli stessi contribuenti. Gli accertamenti delle Fiamme Gialle del Nucleo Polizia Tributaria hanno permesso di risalire ai funzionari infedeli i quali segnalavano anche i contribuenti maggiormente patrimonializzati a noti studi di consulenza tributaria e commerciale loro complici, che a loro volta attuavano poi l'estorsione sotto la veste di consulenza tributaria ad altissimo costo. Tra i denunciati anche un noto commercialista romano di origine calabrese con la passione per le auto di lusso cui sono stati sequestrati beni per diverse centinaia di migliaia di euro. LA FINANZA SMENTISCE IL COMUNICATO. INDAGA LA PROCURA "In merito alla notizia dell'arresto di funzionari dell'Agenzia delle Entrate da parte dei finanzieri del Comando Provinciale di Roma - si legge nella smentita del Comando Generale della Guardia di Finanza -, si rappresenta che l'informazione non corrisponde a verità e che questo Comando Generale non ha diffuso nessun comunicato stampa al riguardo". Il falso comunicato è stato trasmesso via email a diversi organi di informazione.
Sette arresti all'Agenzia delle Entrate ma la Finanza smentisce
Giallo sull'operazione scattata dopo le segnalazioni dei contribuenti. Prima la diffusione della notizia alle agenzie di stampa, poi la smentita dei militari: "Comunicato falso". Indaga la Procura
