Metti una mattina di luglio baciata dal sole e allietata da un venticello gentile. L’ideale per andare sull’Appia Antica a passeggiare sugli antichi selciati e rimirare i ruderi e le tombe. Più facile a dirsi che a farsi. L’attesa si fa dura lungo la Passeggiata Archeologia del mitico 118, l’unico insieme al 218 che attraversa l’Appia antica e promette di portarti vicino all’area dei monumenti. Dopo una ventina di minuti ci siamo sopra, circondati da gruppetti di turisti muniti di cartine e mappe che non servono a niente perché l’autista fila come un treno e molte fermate le salta pure. Alla fine scendiamo tutti insieme a San Callisto. La palina è appiccicata su un muretto perchè non c’è marciapiede e quandi neanche spazio. Quando l’autobus fila via ci ritroviamo a camminare in fila indiana con la paura che qualche auto (sfrecciano tutte a velocità folle) ci travolga. La regina viarum è un incubo per chi ci cammina a piedi. I marciapiedi si trovano solo per brevi tratti e raramente vicino alle fermate degli autobus. Ma le sorprese non finiscono qui. Chi vuole proseguire e raggiungere il tratto più suggestivo quello sul quale si affacciano le antiche vestigia è meglio che s’attrezzi con un mezzo privato oppure affitti una bicicletta all’inizio di Porta San Sebastiano. Il fantasmatico 118 non prevede una fermata ad hoc ma ti molla nelle vicinanze. Comunque sia ci arrivi lo stesso e già ti sembra di aver vissuto un’avventura. Passeggiare sulla Regina Viarum è un’ esperienza fantstica. A destra e sinistra ruderi e antichi cippi funerari che basta allungare una mano per toccarli. Dicono che ci sono turisti che, a volte, si mettono in tasca qualche pietra per ricordo. In realtà non solo non c’è vigilanza ma non ci sono neanche turisti. Nessuno ma proprio nessuno. Finalmente ci appare all’orizzonte la tomba di Cecilia Metella con accanto i resti dell’antico maniero Caetani. La tomba è uno dei monumenti romani più famosi al mondo anche perché immortalato da innumerevoli pittori vedutisti di svariate epoche. Passa un archeobus che rallenta solo per permettere uno scatto ai turisti appollaiati sui sedili del piano superiore. Poi il silenzio. La visita al monumento avviene nella più totale solitudine. Nessun turista, nè dentro nè fuori. Dove anche un improvvisato cicerone se ne è andato desolato. Apprendiamo dagli addetti all’accoglienza che di biglietti se ne strappano veramente pochi. Certi giorni neanche uno. La situazione non cambia nella vicina villa imperiale di Massenzio dove la visita nel celeberrimo circo ha come sottofondosolo il frinire delle cicale. Ma perché tra le migliaia di turisti che affollano il Colosseo, i Fori e poi stanno in fila anche un’ora per scattare la foto con la mano nella Bocca della verità non c’è nessuno che vuole visitare l’antica via Appia davvero unica al mondo? Perché non organizzare tour turistici anche qui e, ad esempio, nelle chiese paleocristiane di Santa Costanza e Sant’Agnese sulla Nomentana? Perché invece continuare a punire quei pochi temerari che vanno per ruderi e catacombe servendosi dei mezzi di trasporto pubblici costringendoli a una gimkana tra macchine, furgoni e motorette roboanti senza alcuna sicurezza?
I monumenti dell’Appia antica ignorati dai turisti
Deserta la tomba di Cecilia Metella La Regina Viarum fuori dai tour
