Roma Capitale

Il no di albergatori e compagnie: «Ci fate chiudere»

Di Erica Della Pasqua e Damiana Verucci Albergatori, «torpedoni» e open bus sul piede di guerra. La proposta di vietare l'accesso in I Municipio ai pullman turistici fa saltare su tutte le furie...

Albergatori, «torpedoni» e open bus sul piede di guerra. La proposta di vietare l'accesso in I Municipio ai pullman turistici fa saltare su tutte le furie chi senza le comitive ei conseguenti viaggi organizzati con tanto di pullman, vive. Sono significative le parole del direttore dell'hotel Nord Nuova Roma, dietro la stazione Termini, Mauro Mariani: «Quando ho letto della proposta non ci volevo credere. Nel nostro albergo arrivano una media di 10-12 pullman a settimana. Se si vietasse l'accesso di questi mezzi i turisti non verrebbero più. Lo sa qual è la cosa che mi chiedono più spesso le agenzie che organizzano i viaggi a Roma? Se l'albergo è raggiungibile con il pullman». Rischio licenziamenti se la proposta dovesse passare per gli 80 dipendenti dell'hotel Cicerone nell'omonima via. La direttrice Elena Prandelli spiega: «L'albergo si basa principalmente su una movimentazione di pullman che rappresenta l'80% del nostro fatturato. Abbiamo 296 camere che non potremo mai riempire senza i gruppi di turisti». Già ma cosa impedisce agli stranieri di raggiungere in un altro modo gli alberghi del centro? «Glielo spiego in poche parole - risponde Vincenzo De Martino, direttore dell'Hotel Palatino in via Cavour - non siamo a Londra o Madrid, dove ci sono mezzi pubblici e servizio taxi efficienti. Qui da noi i turisti, per esempio giapponesi o americani, hanno paura perfino di camminare su una strada trafficata, figuriamoci se andiamo loro a dire che devono raggiungere l'albergo a piedi. E poi parliamo di turisti spesso di età avanzata, quelli che viaggiano in gruppo, non certo ventenni». E allora quale potrebbe essere la soluzione? Per gli operatori del settore alberghiero non ci sono dubbi: «Far rispettare la normativa che già esiste e multare chi sosta in doppia fila o intralcia il traffico». In alternativa: «Far entrare i pullman in determinate fasce orarie della giornata». Perplessi, quando non «totalmente contrari», anche i titolari delle società di open bus e pullman private, o convenzionate, che dopo la pedonalizzazione dei Fori Imperiali guardano con preoccupazione alla proposta. «L’ultimo bando sugli open bus prevede che entro un anno saranno elettrici e più piccoli - incalza Mauro Pica Villa di Tourist travel service - rischiamo di mandare in crisi l’unico settore, quello turistico, che ancora tiene, si discuteranno anche i 40mila permessi dei privati per la Ztl?». Scettici gli operatori di Roma City Sightseeing: «D’accordo regolamentare ma al Colosseo dobbiamo poterci arrivare, non possiamo portare i viaggiatori a visitare il Grande raccordo anulare». Servirebbero, continuano da Trotta Bus, noleggio di pullman gran turismo, «idee serie e non propagandistiche, se mi concedi un certo tipo di licenza devi permettermi di lavorare: qui invece i bus più inquinanti, di Atac, continueranno a passare su via dei Fori, mentre il Colosseo resta chiuso nel weekend, questa è valorizzazione?». Infine Greenlinestours, che organizza tour panoramici e interi pacchetti, guarda alla specficità di Roma: «Non siamo a Firenze, che si visita in 5 ore, i turisti sono sempre più anziani e non possiamo abbandonarli sotto il sole facendoli camminare da un capo dall’altro capo della città».

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