Non è stata la partenza che i commercianti speravano, quella dei saldi estivi in corso. Complice anche il maltempo che negli ultimi pomeriggi ha bloccato i potenziali consumatori a casa, nei negozi della Capitale si registra il segno meno in termini di acquisti. Malissimo l’andamento per la Confesercenti, meno male per la Confcommercio Roma che rileva come siamo di fronte ad un consumatore più attento, che sceglie i negozi di cui è cliente durante l'anno, disposto anche a spendere un po’ di più approfittando delle percentuali di sconto molto alte. L'inversione di tendenza ad ogni modo non c'è stata, dopo un’annata davvero disastrosa per il settore. Già il primo weekend dei saldi non prometteva nulla di buono. Sono passati i giorni ma il primissimo bilancio ricalca il dato negativo della partenza. «Siamo tra il 10 e il 15 per cento in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno - fa sapere Massimiliano De Toma, presidente di Federmoda-Confcommercio - più però verso il 10 che il 15 per cento. Il cattivo tempo continua a mettere nei guai il settore, sul dato di questi primi giorni hanno pesato sicuramente i temporali pomeridiani che hanno fatto vendere poco e niente ai commercianti». Griffe e marche si salvano dalla debacle. I negozi multibrand, specie se piccoli, soffrono di più dei monomarca. A dimostrazione che i clienti oggi sono molto più attenti alla qualità dei prodotti, tanto da essere disposti a spendere anche più di quanto messo in preventivo pur di portarsi a casa un capo firmato. Lo scontrino medio, per la Confesercenti, resta basso, intorno a 80-100 euro nei negozi del centro, 30-50 in quelli della periferia. Il dato del centro storico è naturalmente influenzato dal turismo che spinge gli acquisti. «La speranza è dura a morire - chiosa Valter Giammaria, presidente della Confesercenti provinciale - forse con una maggiore stabilità del meteo qualcosina si potrà rimediare. Ma non credo che finiremo questi saldi con un dato positivo, dobbiamo solo sperare di non andare peggio anche perché determinanti sono le prime due settimane». Secondo Giammaria saldi anticipati da parte di diversi commercianti e data di inizio troppo anticipata rispetto la stagione hanno falsato questo stesso primo bilancio. Tesi non condivisa da Di Toma della Confcommercio secondo il quale «se fossero andate bene le vendite anche da parte di chi ha fatto i saldi prima dell'inizio ufficiale, l'avremmo saputo. Invece il dato è negativo anche per questi commercianti». Ora lo sguardo è rivolto al nuovo testo unico sul commercio a cui sta lavorando già da diverso tempo la Regione. Entrambe le associazioni di categoria auspicano un cambiamento della legge sui saldi. E se la Confcommercio punta a due mesi di saldi reali l’anno e per il resto del tempo promozioni e sconti liberi, la Confesercenti propone lo spostamento, oltre che della data di inizio, anche del giorno della settimana. «I saldi potrebbero partire meglio di martedì e mercoledì - spiega Giammaria - in modo da arrivare a sabato con già le idee chiare del consumatore su cosa acquistare. È una proposta che faremo all'assessore al commercio Fabiani non appena ci convocherà al tavolo di confronto sul nuovo testo unico».
I temporali estivi affogano la voglia di affari dei romani
Calo del 10-15%, complice il maltempo Si salvano solo i grandi marchi