Roma Capitale

Poliambulatorio chiuso. Rabbia e malori

Pazienti infuriati. La RmH si scusa con gli utenti e chiede il conto del disservizio

POMEZIA Malumori e malori davanti agli ambulatori dell'Asl di Pomezia. L'assenza del vigilantes per garantire l’apertura degli ambulatori e degli uffici dell’Asl in via dei Castelli Romani a Pomezia, ha messo in ginocchio una grossa fetta della popolazione. A causa del ritardo nell’apertura della struttura non sono mancate scene di panico e di nervosismo, provocati anche dal caldo di questi primi giorni di vera estate, per mettere a disagio centinaia di persone, soprattutto anziani e bambini, che ieri mattina avrebbero dovuto effettuare i prelievi e le visite specialistiche presso gli ambulatori del Distretto sanitario di via dei Castelli Romani a Pomezia. «È stato un vero disastro quello che è accaduto - ha detto il signor Roberto di Pomezia - perché non è possibile che mancando l'addetto alla vigilanza non ci sia la possibilità di avere una seconda persona che possa sopperire a questa assenza. Non è ammissibile che centinaia di persone vengano abbandonate al loro destino solo perché non c’è stata una comunicazione tra i vari dirigenti dell’Asl. A molti è sembrato veramente assurdo quello che è accaduto questa mattina». Dopo le forti proteste degli utenti dell’Asl RmH di via dei Castelli romani a Pomezia c’è da registrare subito l’intervento della direzione dell’Asl RmH che in una nota ha voluto prima di tutto chiedere scusa ai propri utenti per il disagio verificatosi. «Preso atto del disservizio che si è venuto a creare questa mattina (ieri, ndr.) al Distretto H4, in via dei Castelli Romani, 2/p per la ritardata apertura della stessa sede distrettuale a causa del mancato arrivo dell’addetto alla vigilanza – si legge nella nota dell'Asl -, l’azienda si scusa con i cittadini utenti per il disagio che ne è derivato. Nel contempo si porta a conoscenza della popolazione che si sta provvedendo ad individuare le precise responsabilità della ditta di vigilanza allo scopo di sanzionare il mancato impegno contrattuale ed a predisporre una più puntuale organizzazione, onde evitare il ripetersi di episodi analoghi». «Il nostro auspicio - ha raccontato la signora Teresa di 86 anni di Torvajanica - e che quello che è accaduto non si ripeta. Molti di noi siamo persone anziane e spostarsi con le auto per farsi accompagnare dai propri familiari per effettuare le visite di controllo prenotate da mesi, diventa pesante perché un’intera famiglia è coinvolta in queste occasioni. E solo chi ha un anziano in famiglia si rende conto di quanti disagi si possano creare».

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