Roma Capitale

Zingare rubano il computer. Viceparroco le rincorre e lo riprende

Miti come colombe, prudenti come serpenti. E veloci come centometristi alle Olimpiadi. È proprio il caso del viceparroco della parrocchia Nostra Signora di Czestochowa a La Rustica. Padre Roberto...

Miti come colombe, prudenti come serpenti. E veloci come centometristi alle Olimpiadi. È proprio il caso del viceparroco della parrocchia Nostra Signora di Czestochowa a La Rustica. Padre Roberto Upenda, 37 anni, indiano, benedettino, tre giorni fa ha rincorso, fermato e fatto arrestare due nomadi di 18 e 19 anni, che avevano appena rubato un computer da 1.400 euro, nell’ufficio parrocchiale. Un fatto che ha un po’ il sapore della riscossa dopo settimane in cui i luoghi di culto sono bersaglio di rapine da un quartiere all’altro di Roma. Anche le due zingare, la più giovane incinta, avevano colpito già nella chiesa costruita negli anni ’60 disegnata dall’architetto Alberto Tonelli. «Avevano rubato sei mesi fa, e le avevamo perdonate senza denunciarle» racconta padre Angelo Casertano, 53 anni, uno dei viceparroci. È lui il proprietario del computer. «È un regalo di Natale, inviato dall’America a dicembre da mio fratello Stefano, astrofisico alla Nato, e ora - continua scherzando - ho saputo anche quanto costa». Il computer, un Vajo Ultra block di ultima generazione, è tornato sulla scrivania dell’ufficio parrocchiale. Ma a riprenderlo con la veloce corsa, è stato padre Roberto Upenda, che ha placcato le zingare in fuga, che avevano già raggiunto via Atessa. Il fatto è accaduto sabato mattina. «Erano le 10 circa» racconta padre Roberto. Il viceparroco è sul sagrato, davanti alla grande vetrata trasparente, con intelaiatura in metallo, che separa l’aula liturgica dal piazzale antistante della Chiesa. «Stavo parlando con alcuni parrocchiani» racconta. Le due zingare entrano in chiesa. Lui non se ne accorge. Oltrepassano l’altare maggiore in acciaio inossidabile. La Vergine di Czestochowa è posta in una cappella laterale. Entrano in uno dei due uffici parrocchiali. Prendono il computer e lo involtano in fasce come se fosse un bambino. Poi escono. È allora che padre Roberto si accorge di loro. «Ho visto che tenevano un fagotto tra le braccia come se fosse un neonato e mi si è accesa la "lampadina" - spiega il viceparroco - Sono corso nell’ufficio e ho visto che il computer era sparito. Allora sono corso fuori. Loro mi hanno visto e hanno accelerato la corsa e io dietro, insieme a un parrocchiano e altri fedeli». Le ha fermate. Ha chiamato i carabinieri. Il nucleo Radiomobile le ha arrestate.

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