Roma Capitale

Rapina tassisti puntando siringa al collo: identificato

I carabinieri hanno diffuso l’identikit dell’uomo che ha già messo a segno una decina di colpi

Ha un nome e cognome il volto del rapinatore dei taxi. I carabinieri lo hanno identificato e ora il soggetto è ricercato. Tra i conducenti il malvivente è ormai famigerato. In una settimana, dal tardo pomeriggio sino a sera, ha colpito circa dieci volte. In due casi al volante c’erano delle donne. Il modus operandi è sempre lo stesso, come pure le zone. Il tizio chiama la centrale operativa della coop da un telefono pubblico nell’area del Trullo. Arriva l’auto bianca e si fa portare a poca distanza, alla Magliana, a Monteverde e anche a piazza Irnerio. È vestito con maglia scura e indossa un cappelletto con visiera. In pratica, non desta particolari sospetti. Poi colpisce. Fa fermare l’auto e dal punto dov’è seduto, sulla parte destra del sedile posteriore, scivola alle spalle del tassista, lo afferra al collo, puntando sulla vena l’ago di una siringa sporca di sangue. Minaccia: «Dammi i soldi dell’incasso e non ti succederà niente». La vittima infila la mano in tasca, tira fuori i soldi dal portafogli, consegna il denaro al bandito che lo prende e si dilegua. Un copione semplice, che si ripete da troppe volte e dura pochi attimi. La polizia ha raccolto le prime denunce e ha realizzato un identikit. Il volto che ne è uscito fuori riporta tratti somatici precisi, l’immagine ricavata mettendo insieme le varie segnalazioni delle vittime. Disegnato nero su bianco, il viso del presunto rapinatore ha fatto il giro dei tassisti della zona. «Sì, sappiamo che c’è un balordo che agisce armato di una siringa», dice uno degli autisti della centralina taxi su via Portuense. «Nei giorni scorsi un collega mi ha mostrato l’identikit - riferisce un altro - Speriamo di non incontrarlo: reagire è sempre un terno al lotto - riflette - la siringa può essere davvero sporca di sangue o, invece, può essere una burla. Ma chi se la rischia? Fai prima a dargli i soldi».

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