È trascorsa tra la gente la prima giornata da sindaco Ignazio Marino, che ha voluto incontrare alcune persone, e associazioni, conosciute in campagna elettorale. Sempre in sella alla sua bici «non avrò scorta e in centro andrò semrpe con le due ruote», ha detto Marino, fino alle 18.30 per la festa in piazza del Campidoglio, sempre tra la gente. Al di là delle nomine dei direttori dei vari dipartimenti, quelli esterni nominati da Alemanno sono decaduti con la fine del mandato, gli incontri, e i contatti telefonici, più delicati sono quelli più squisitamente politici. La formazione della nuova giunta, così come tutte le nomine del Consiglio collegate, come la presidenza dell’Aula, i capigruppo e le presidenze delle commissioni, rappresentano infatti la prima sfida per sindaco e partiti. Un incontro si sarebbe svolto ieri in tarda serata ma certamente sarà il fine settimana a chiarire il quadro. Un quadro niente affatto semplice. Escluso al momento il «modello Zingaretti», ovvero una giunta di soli esterni al Consiglio comunale. Il nuovo sindaco ha infatti bisogno di persone esperte della complessa macchina capitolina, probabilmente la più comlessa d’Italia, e con l’urgenza della manovra di Bilancio da una parte e di dare un segnale di svolta politico dall’altra, non è il caso di darsi all’apprendistato. Nel totonomine c’è chi dà la quota «tecnica» al pari di quella rosa, ovvero sei e sei. I nomi, a dire il vero, sempre gli stessi, per quanto riguarda gli "interni", Paolo Masini, Fabrizio Panecaldo, Rita Paris e Mirko Coratti per il Pd, anche se quest’ultimo potrebbe convergere sulla presidenza dell’Assemblea capitolina. Entrato nel totonomine anche Pierpaolo Pedetti, eletto in quota del capogruppo uscente Umberto Marroni. Ancora fibrillazione in casa Sel, dove il braccio di ferro tra Luigi Nieri e Gemma Azuni sembra non aver portato ancora un vincitore. Stessi nomi anche per gli esterni, Tricarico come capo di gabinetto, Lignani al Bilancio, Caudo e Modigliani in pole per l’urbanistica. Ancora in lista anche il nome del’ex presidente della Camera di Commercio di Roma, Andrea Mondello. Se il primo giorno del sindaco è stato scansito dall’incontro con i cittadini - «un giorno a settimana lo dedicherò a questo», ha detto Marino riprendendo una consuetudine di Veltroni - quello del neo ex primo cittadino, Gianni Alemanno, sembra coicidere invece con quello del primo giorno dall’opposizione. «Marino non riuscirà a mentere le promesse che ha fatto per i primi cento giorni», poi scherzando: «Volevo farmi una patacca con su scritto "Sto bene, grazie" per rispondere a tutti quello che me lo chiedono. Sicuramente ora sono più leggero. Ogni mattina avevo l’incubo di essere svegliato alle 7.30 dalla telefonata di Lucarelli che mi diceva che si era bloccata la metro, che c’era stato il morto, e ogni volta che vedevo il telegiornale avevo paura di leggere titoli su Roma...». Poi l’annuncio sul quale si apre una riflessione tutta politica. «Sono orientato a fare il capogruppo della lista civica Cittadini x Roma. Ne ho parlato con De Palo e Ciocchetti, farò questo almeno per una fase iniziale, poi vedremo». Una decisione che pesa sul Pdl come un macigno.
Giunta e nomine, prime grane
Alemanno lascia il gruppo Pdl per la Lista civica
