Roma Capitale

Tidei arranca sul bike sharing

Il progetto da 400mila euro è congelato. Le bici ci sono manca il collaudo

CIVITAVECCHIA Finora quella di Pietro Tidei si sta dimostrando essere un’amministrazione a due velocità: assolutamente decisionista su alcuni temi, discutibili o impopolari che siano, e terribilmente lenta, ai limiti del blocco operativo, su altri. L’esempio più lampante è il progetto del bike-sharing, ereditato dalla giunta Moscherini e in particolare firmato dall’ex assessore all’Ambiente, Leonardo Roscioni. Sarebbe tutto pronto: il Comune ha già speso i 241mila euro forniti dal Ministro dell’Ambiente, i 20mila ottenuti dalla Provincia di Roma e i 148 mila presi dalle casse proprie (per un totale di circa 400mila euro) per l’acquisto di 40 biciclette elettriche con pedalata assistita e l’installazione di 4 stalli a corrente fotovoltaica già situati a Largo D’Ardia, via Guido Baccelli, Parco Antonelli e Stadio del Nuoto, oltre all’assegnazione della gestione per la manutenzione all’associazione Bicincittà. Insomma, non manca nulla, se non il collaudo. Che però non arriva a causa della «burocrazia», come afferma il deposto assessore Roberta Galletta. «Il bike sharing è bloccato da due mesi sulla scrivania di un funzionario dell'assessorato ai Lavori Pubblici che deve dare il nulla osta per il collaudo - commenta Galletta - Abbiamo fatto di tutto per accelerare i tempi, con l'obiettivo e la convinzione di poter inaugurare il servizio in primavera». Cosa che ancora non è avvenuta, nonostante sia tutto pronto da oltre sei mesi. Riguarda sempre l’ambiente l’altro progetto paralizzato fra le scartoffie comunali: quello sulla raccolta differenziata. Sempre l’assessore Roscioni, durante il suo mandato, era riuscito a recuperare 1,5 milioni di euro di finanziamento della Provincia di Roma, grazie al quale aveva fatto partire la raccolta porta a porta in tre quartieri, Boccelle, Borgata Aurelia e Cappuccini; secondo il crono-programma ereditato dalla nuova amministrazione, già ad inizio 2013 si sarebbe dovuti partire in tutta la città, eventualità resa possibile dall’impegno della Galletta, che era riuscita a ottenere la parte residua del finanziamento. E invece, mentre i tre quartieri proseguono nella loro operazione ecologista, il resto della città affoga nei cassonetti stracolmi, mentre la discarica di Fosso di Crepacuore continua pericolosamente a riempirsi. Infine, il progetto di riqualificazione delle Terme Taurine. Il Comune ha voluto invertire la rotta rispetto all’affidamento diretto operato dall’ex sindaco Gianni Moscherini, esautorando Acanthus e rinviando il tutto a un bando. Che però non è mai stato emanato. «Cosa c'è dietro il ritardo che sta caratterizzando l'iter di realizzazione dello stabilimento termale? - si domanda il capogruppo del Pdl, Sandro De Paolis - Per quale motivo il Comune non fa partire l'unica vera iniziativa che potrebbe partire immediatamente e dare una boccata d'ossigeno ad un'economia cittadina ormai veramente vicina al collasso? C'è forse qualcosa di oscuro che la città e gli stessi componenti del consiglio comunale non devono conoscere? Francamente non riesco a vedere niente, al di là di qualche iniziativa di facciata e di qualche taglio di nastro su realizzazioni peraltro iniziate dalla vecchia amministrazione».

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