Roma Capitale

I cattolici voteranno, è un impegno per il bene comune

Ha fatto campagna elettorale low cost, senza manifesti, con la rete e tanti passaparola e, come risultato, ha ottenuto che in 4.090 hanno scritto il suo cognome sulla scheda. Il più alto numero di...

Ha fatto campagna elettorale low cost, senza manifesti, con la rete e tanti passaparola e, come risultato, ha ottenuto che in 4.090 hanno scritto il suo cognome sulla scheda. Il più alto numero di voti mai ottenuto al Comune di Roma per un candidato non proveniente da un partito, ma di una Lista civica. Quella a sostegno del Sindaco uscente, che ha avuto il compito di guidare. Gigi De Palo, l’assessore coi sandali della giunta Alemanno, il suo grazie agli elettori l’ha detto già prima di confrontarsi con le urne. Non male per essere alla sua prima esperienza in politica, come ha fatto? «In due anni ho realizzato cose concrete e poi ho cercato di dare consenso a un’idea di futuro basata su valori, aggregando persone non abituate ad andare a votare e a dare preferenze: il mondo proveniente dai movimenti, associazioni, parrocchie, con a cuore il tema dell’educazione e della famiglia. E tanti giovani». Che però, secondo l’analisi di Alemanno, sono quelli che maggiormente si sono astenuti.. «Nel mio caso, l’80% di chi mi ha votato è under 40. Abbiamo creato un nuovo modo di far politica, andando oltre gli schemi ideologici e facendo incontrare la gente sui contenuti». Ha qualche ricetta da suggerire al centrodestra per recuperare al ballottaggio? «Uscire dalla dinamica Marino-Alemanno e capire che lo scontro è tra due visioni opposte della vita». Sarà il voto cattolico a fare la differenza alla seconda chiamata dei romani alle urne? «Le domande ai candidati sindaci di esponenti e accademici cattolici pubblicate da Avvenire ha già chiarito le idee. Il non rispondere è già rispondere. Il mondo cattolico voterà perché ha a cuore il voto: un impegno a favore del bene comune a prescindere. Spero in un’astensione non più tanto elevata e che vinca la visione più vicina alla dottrina sociale della Chiesa, quella su cui Alemanno si è espresso». Lei si sente una novità? «Con la mia associazione OL3 siamo stati innovativi, in meno di un anno abbiamo avuto una grande risposta. Significa che la gente vuole partecipare in altre forme: non da supporter, ma da protagonista a tutti i livelli. Ora bisogna far capire che il 20% delle persone non può decidere per il 100%».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.