Roma Capitale

Il sindaco non retrocede sul porto delle tasse

Due milioni da imposte di soggiorno e pedaggi vari

Una tassa di 30 centesimi a crocierista, un’imposta di soggiorno e un pedaggio per i pullman che attraversano la città diretti o provenienti dal porto. E ancora, il sostegno ai movimenti ambientalisti che chiedono una moratoria contro le emissioni delle grandi navi, l’ingresso agevolato negli appalti portuali delle aziende locali, l’adeguamento della tariffa con cui il Comune vendeva l’acqua alle società dello scalo e una convenzione generale con l’Autorità Portuale sul modello di quella in essere con l’Enel. Su questi punti va avanti la tattica del «bastone e carota» con cui il sindaco di Civitavecchia, Pietro Tidei, sta attaccando i meccanismi economici del porto di Civitavecchia, da sempre una specie di Stato indipendente sul territorio comunale. L’obiettivo mai dichiarato pubblicamente dal primo cittadino è quello di «scardinare le lobby che hanno reso il porto una specie di club esclusivo», o almeno di lavorarci ai fianchi, Il primo provvedimento a far discutere è certamente quello della tassa sui crocieristi. Da sempre invocata, ma mai realizzata, porterebbe un incasso per il Pincio di circa 600mila euro, che è la somma che si è ottiene se si moltiplicano i 30 cent di aumento a biglietto per i 2 milioni di croceristi che ogni anno passano per lo scalo cittadino. Poi il pedaggio per i pullman, gli «shuttle» che portano i turisti dallo scalo direttamente a Roma: da sempre una lotta di centimetri, nella quale le istituzioni locali non hanno mai avuto voce in capitolo. Quindi, già avviata, la soluzione al grande bluff della vendita dell’acqua all’Autorità Portuale, con la città che la cedeva a 0,80 al metro cubo (più o meno il prezzo di costo) e Port Utilities la rivendeva alle navi a 2,70: dopo l’intervento dell’amministrazione, il prezzo di vendita è salito a 2,40. Si discute tanto anche sulla tassa di soggiorno, di 1 euro, che andrebbe introdotta sulle tariffe delle strutture alberghiere cittadine, sul modello romano. Tutte queste azioni, che potrebbero portare un introito totale nelle casse comunali di oltre 2 milioni di euro, stanno incontrando una forte opposizione sia in Consiglio comunale sia dalle aziende interessate. Ma una mano tesa potrebbe arrivare proprio dal presidente dell’Authority, Pasqualino Monti, che ha già stanziato 1 milione di euro per il dearsenificatore. Per questo il sindaco e i suoi sono decisi ad andare avanti. «Sono anni che Enel collabora con la città - ripetono i collaboratori di Tidei - mentre dal porto non era mai arrivato un euro».

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