Un esordio felice. Lo si deve a Barbara Rossi Prudente cui la sceneggiatura di questo film aveva già fatto vincere il Premio Franco Solinas dopo una fortunata attività nel settore dei cortometraggi. Siamo in Campania, terra nativa della regista. Il sole mediterraneo, però, si vede poco perché l'azione si ambienta soprattutto nelle ore notturne e serali, da cui quel titolo abbastanza insolito di "Effetto sera". Una famiglia tranquilla, padre, madre, una figlia cresciuta, Alba, un figlio piccolo. Ad essi, a un certo punto, nella cittadina in cui vivono, si aggiunge in arrivo da Milano un giovane cugino, Fabrizio, che non si faceva vedere da tempo. Il motivo lo si saprà quando ci si farà capire che si era volutamente allontanato sentendosi troppo attratto dalla cugina e preoccupato di conseguenza da quel legame di sangue. Adesso comunque tra i due comincia una curiosa schermaglia: Fabrizio, di nuovo turbato, ma sempre in allarme, cerca di tenersi a distanza, Alba, invece, travolta dai sentimenti e dal sesso, ci si mette d'impegno per conquistarlo, specie quando si accorge che è geloso se la vede corteggiata dai ragazzi del luogo. Ad ogni modo l'amore non tarderà a prendere il sopravvento su tutto ma, inattesa, scuoterà gli animi una rivelazione terribile. Che non potrà non finire in tragedia. Tutto svolto con attenta misura, fra tensioni, emozioni, misteri. I due giovani sono disegnati con precisione, approfondendone con finezza le psicologie. Alba, all'inizio così spericolata da rischiare la vita in un gioco notturno, in cui lei e i compagni, per scommesse in denaro, si cimentano provocando nel buio le tante auto che sfrecciano lì attorno. In seguito, con la stessa foga, tentando di circuire Fabrizio in tutti i modi, faticando però a sedurlo perché l'altro, pur sempre più coinvolto, è frenato dal pensiero di quella parentela. E così i familiari, mai di sfondo, la cui serenità è turbata all'improvviso da una sconcertante scoperta nei rapporti tra la moglie e il marito. Mentre la regia evoca i climi, dosa i ritmi, opera sulle sensazioni, con un linguaggio, pur nell'approccio realistico, sempre figurativamente prezioso, accogliendo accenti quasi sommessi persino all'istante della rivelazione. Con una pagina corale che, per la sua composizione visiva, sembra citare il momento conclusivo, su un palcoscenico, delle tragedie dei greci. Gli interpreti, tutti di origini campane salvo Ricky Tognazzi in veste di "deus ex machina", vengono soprattutto dal teatro e anche dalla televisione e hanno sempre facce adatte ai loro ruoli. Con rigore.
Un incesto che finisce in tragedia
Un esordio felice. Lo si deve a Barbara Rossi Prudente cui la sceneggiatura di questo film aveva già fatto vincere il Premio Franco Solinas dopo una fortunata attività nel settore dei cortometraggi.S...
