La candidatura schiacciata a sinistra di Ignazio Marino almeno un primo effetto lo sta già ottenendo: il riscatto dei cattolici. La posizione del candidato del centrosinistra sulle coppie di fatto, sull’eutanasia, sulle droghe leggere, ha di fatto trasformato la campagna elettorale in una scelta di campo. Una scelta in grado di definire anche il futuro del partito che da sempre ha rappresentato i valori cattolici in politica, vale a dire la Dc prima, il Ccd poi e l’Udc per ultimo. Lo ha ribadito ieri nell’intervista a Il Tempo il segretario romano del partito, in lista con Cittadini x Roma a sostegno di Gianni Alemanno. Pronta tuttavia la replica del coordinatore regionale dell’Udc, Antonio Saccone che corre invece nella lista civica Marchini: «Le chiacchiere stanno a zero, alcuni amici hanno deciso autonomamente di sostenere Alemanno, dopo cinque anni di serrata opposizione. Sono liberi di farlo a è bene chiarire che la mggior parte dell’Udc ha deciso di sostenere Marchini, che è la vera novità di questa campagna elettorale». In caso di ballottaggio tuttavia la strada resta ancora tutta da definire. «Noi siamo convinti che al ballottaggio arriverà Marchini - continua Saccone - e l’Udc si è già schierata in tal senso». In caso contrario è probabile si decida per la libertà di voto. Una cosa è certa: «Non sosterremo Marino - dice ancora il coordinatore regionale Udc - sia per lo scarso legame che ha con la città, sia perché non c’è dubbio che sia del tutto incompatibile con il Dna di un moderato». I cattolici però non sono solo quelli strutturati in un partito, precisa il capolista della lsita civica Alemanno, l’assessore alla Scuola e Famiglia, Gianluigi De Palo. «Mi definisco un cristiano che fa politica e non un politico cristiano. Sostantivo, non aggettivo - puntualizza sorridendo - al di là dei politici che si dichiarano cattolici, piazzati spesso come "santini" da tutti gli schieramenti, quasi fossero delle figurine da collezionare, sembra difficile concentrare l’attenzione sui temi dell’impegno pubblico dei credenti». Temi che De Palo, ha ben chiaro in mente. «Si parla sempre troppo poco di famiglia, e lo si fa di rimessa e in senso difensivo, di fronte a problemi di altra natura e evidentemente non urgenti, come quello del matrimonio omosessuale; oppure in modo strumentale, come se le famiglie non sapessero che certe promesse fatte in campagna elettorale lasciano il tempo che trovano - incalza - non si parla di terzo settore, considerato oramai come una spesa inutile. Non si parla di educazione e istruzione, anche questa ritenuta una semplice voce in perdita. Non si parla efficacemente di solidarietà sociale verso chi è colpito dalla crisi, chi ha perso il lavoro; e che ne è del tema dell´immigrazione, che sembra oramai del tutto scomparso? Occorre declinare questi temi secondo le urgenze che il momento attuale ci propone,ad esempio la questione giovanile. Infine, decidere sulla base della concretezza, e non più di un’ideologia o di una visione del mondo preconcetta, con chi condividere un programma e costruire una proposta». Una strada chiara quella tracciata anche dai "cristiani che fanno politica". «A tutti dico che dobbiamo avere idee, programmi, una visione, prima di un seggio. Non dobbiamo tornare ad essere "il centro", ma essere "al centro", ossia centrali, decisivi - conclude De Palo - far sì che la nostra agenda diventi quella delle priorità. Giocare all’attacco, e non essere il “santino” di qualcuno. La nostra è la buona battaglia, non dimentichiamolo. Vale la pena, davvero, provare a guardare oltre. La Lista Civica CittadinixRoma, vuole dare una risposta a tutte le persone della società civile che condividono una comune visone della vita ma che non se la sentono di votare un partito tradizionale come il Pdl». Ed è dunque in questo bacino elettorale che il centrodestra si gioca la carta per vincere. L’unico dove Alemanno può cercare di allargare il consenso al secondo turno e sul quale inizia a puntare anche Marino pensando a un vicesindaco di area moderata, proprio per "bilanciare" politiche altrimenti opposte.
La partita delle comunali si gioca tutta sui moderati
L’assessore De Palo: dobbiamo essere al centro non il centro
