Uomini che odiano le donne. Potevano uccidere. Hanno sparato a tre auto, tutte del gentil sesso. Una Toyota Aygo, una Nissan Micra e un’Audi A3. La prima di una maestra d’asilo, seconda e terza rispettivamente con una segretaria d’azienda e un’infermiera al volante. Ora è caccia ai due cecchini, uno di carnagione olivastra. Un’indagine della polizia del Commissariato Romanina diretto da Domenico Condello. L’altra notte il terrore è cominciato in viale Palmiro Togliatti, all’altezza del civico 276, in zona Cinecittà. Erano passati circa 45 dopo la mezzanotte. La prima aggressione a mano armata è stata contro la Aygo parcheggiata, senza nessuno a bordo, di proprietà di una maestra d’asilo di 37 anni. La Smart scura si è avvicinata e dal sedile lato passeggero il tizio ha fatto fuoco, due volte. I vetri sono andati in pezzi. Una scena di violenza che però non è passata inosservata. È stata vista dalla seconda vittima nella Nissan Micra, la segretaria d’azienda di 40 anni, a poca distanza dal fattaccio. Il cecchino non ha esitato. Con determinazione, col rischio di centrare il bersaglio, ha sparato anche contro la poveretta. Pure stavolta ha premuto il grilletto due volte. I proiettili hanno infranto il cristallo posteriore sinistro, hanno attraversato l’abitacolo e sono usciti dal vetro anteriore destro. Paura allo stato puro. Un’ogiva è rimasta nella macchina, spappolata dopo l’impatto e quindi sarà assai difficile stabilirne il calibro. La terza scena da panico si è verificata in via Ciamarra, a non molta distanza dai primi due fattacci. Nei pressi della strada sta transitando l’Audi A3 guidata da un’infermiera di 35 anni. Vede la Smart procedere a velocità sostenuta. È incuriosita, la segue con lo sguardo, fino a quando non si trova dietro la piccola vettura. Succede l’incredibile. La Smart frena all’improvviso. Non vuole spostarsi, provoca la reazione della donna. Lei allora lampeggia con i fari, diventa impaziente, fa capire ai due che vanno avanti oppure si devono togliere di mezzo. Il messaggio viene recepito, ma si sta per scatenare un’altra reazione. Rimanendo al volante, la donna si accorge che il passeggero che ha di fronte a sé dalla tasca ha estratto una pistola, una semiautomatica. È pronto a sparare. Lei capisce al volo. Con una manovra rapida supera la Smart e preme sull’acceleratore per fuggire via e uscire dal raggio di tiro. Mentre l’Audi supera la vettura, il cecchino sporge il braccio all’esterno del finestrino fa fuoco. Il suo bersaglio è in movimento. Istintivamente l’infermiera butta la schiena indietro sul sedile e accelera. Il proiettile rimbalza sul cofano anteriore e schizza all’esterno. Sulla carrozzeria rimane un solco profondo circa due centimetri. Della Smart nessuna traccia. Le tre donne, in momenti diversi, hanno chiamato il 113. Hanno trascorso qualche ora della notte a raccontare l’accaduto al Commissariato Fidene-Serpentara, dove hanno fatto denuncia e dove sono tornate anche ieri. Nessuna di loro ha saputo spiegare l’aggressione. I due erano dei folli, magari su di giri per la cocaina che avevano assunto? Oppure davvero esiste un motivo per aver inscenato quella terribile sequenza? Dovranno stabilirlo le indagini. Utili potranno rivelarsi le eventuali immagini registrate dai sistemi di videoseorveglianza installati in zona. E utili potranno essere le testimonianze che eventualmente potranno fornire le ultime due donne. Gli investigatori vogliono tracciare un identikit dei balordi per tentare di arrivare alla loro identificazione. Perché ora a Cinecittà c’è paura. Quello che è accaduto l’altra notte potrebbe succedere ancora. È caccia ai due cecchini.
Cecchini folli sparano a tre donne al volante
Paura a Cinecittà. I due fanno fuoco all’auto in sosta, contro una testimone e un’altra in fase di sorpasso. Caccia a de uomini su una Smart.
