Un abusivo ogni otto regolari. A Roma dilaga l'abusivismo degli ambulanti con bancarelle a seguito. E a poco è servito il blocco delle licenze voluto dal Comune di Roma nel 2006 per frenare il dilagare di camion bar, chioschi, bancarelle che fanno a gara per aggiudicarsi un posto in prima fila davanti ad un monumento o una piazza dove il via vai di turisti è continuo. Accanto ai regolari si piazzano gli itineranti che la licenza l'hanno ottenuta nei comuni limitrofi a Roma e che vengono a Roma per fare affari e con tutt'altra intenzione che quella di passarci soltanto e tornarsene poi a casa. Poi ci sono le bancarelle che si allargano a dismisura violando qualsiasi elementare norma del codice della strada, altre che vendono merce totalmente difforme da quella del titolo autorizzativo. E poi ancora chioschi bar, caldarrostai, banchi di frutta e verdura che spuntano prevalentemente nei mesi estivi e scompaiono d'inverno. Il risultato sono centinaia di postazioni irregolari, che vanno a congestionare un territorio già saturo di attività commerciali. L'Anva-Confesercenti ha calcolato che su circa 7500 venditori ambulanti presenti a Roma almeno un migliaio è abusivo, vale a dire praticamente uno su otto. Dati, si affrettano a dire dall'Anva, probabilmente sottostimati. Basterebbero comunque questi numeri a impressionare chiunque. Invece no. Complice anche la crisi, che spinge molte famiglie a privilegiare la bancarella al negozio, negli ultimi tre anni le imprese del commercio al dettaglio ambulante registrate in Camera di Commercio di Roma, dati Unioncamere, sono aumentate del 10%, vale a dire 970 unità in più al netto delle cancellazioni. Più del 50% di queste nuove bancarelle vendono tessuti e abbigliamento, il nuovo business per chi si inserisce oggi nel mercato del commercio su area pubblica. Si dirà, come si concila questo aumento con il blocco delle licenze? La risposta la dà la Camera di Commercio di Roma: «Prima di tutto il dato comprende le cessioni di attività e dunque il cambio di licenza che per noi significa nuova attività e poi il blocco delle licenze riguarda il Comune di Roma ma non i comuni limitrofi». E proprio qui sta il punto. Nei comuni dove non vige il blocco delle licenze vengono rilasciate decine di licenze itineranti ogni anno che finiscono per gravitare a Roma. Ciò è permesso dalla legge ma dovrebbe trattarsi esclusivamente di ambulanti che entrano in città, si fermano con i loro camioncini ogni volta in un posto diverso e il tempo strettamente necessario per vendere per poi ripartire a fine giornata. Invece, accade altro. «È un fatto noto - conferma Valter Papetti, Presidente dell'Anva-Confesercenti - gli ambulanti con licenza itinerante rilasciata in altri comuni vengono a Roma dove le possibilità di guadagno sono maggiori ma, anziché "itinerare", restano e si trasformano il più delle volte in fissi». Cioé abusivi. Quanti sono? Secondo Papetti, circa il 25% del totale. Un numero enorme che finisce per «inquinare» il dato dei regolari. Come fermarli? «Basterebbero i controlli - continua Papetti - più volte questa associazione ha fatto presente al Comune il fenomeno degli itineranti ma ci viene risposto ogni volta che i controlli sul territorio non bastano a fermarli. Quindi pochi controlli e tanti irregolari». Dove si trovano gli abusivi? Un po' ovunque sul territorio anche se in prevalenza prediligono il centro storico, davanti ai monumenti più visitati. Il motivo è presto detto: in una sola giornata, fanno sapere le associazioni di categoria, si può arrivare a guadagnare in certi luoghi anche fino a mille euro. A fronte di zero spese per chi non è in regola e di canoni di un migliaio di euro per chi invece il titolo per esercitare ce l'ha. Il business non manca però anche in zona Stazione Termini, qui a spartirsi la torta sono diverse decine di bancarelle che vendono un po' di tutto, tra regolari e irregolari; davanti alle principali fermate delle stazioni della metropolitana; nei mercati dove in prevalenza ci sono stranieri che hanno banchetti o interi banchi pieni di merce da vendere, che diventano parte integrante dei mercati senza però aver alcun titolo per occupare in modo fisso. Quindi, anche questi, abusivi.
Un ambulante su otto non è autorizzato
Il Comune ha bloccato le licenze nel 2006 ma loro se le fanno rilasciare fuori Roma
