È nel centro di Roma che si concentra la percentuale più alta di camion bar, chioschi, caldarrostai, postazioni fisse, urtisti, banchi di souvenir di ogni genere, regolari e non. Più abusivi che regolari, secondo Nathalie Naim, candidata alla lista civica di Ignazio Marino in I Municipio, che sta lavorando su un dossier per raccogliere dati e fare un analisi del fenomeno commercio su area pubblica in centro storico, cominciando dal Tridente. «In I Municipio - spiega la Naim - non conoscono neanche il numero delle postazioni fisse perché mi hanno detto che non esiste un censimento ufficiale, che non c'è mai stato. Le irregolarità per quanto riguarda questa forma di commercio sono sotto gli occhi di tutti ma nessuno fa niente se non qualche sporadica multa o sequestro della merce che non risolve, certo, il problema complessivo». Secondo i dati a disposizione della consigliera uscente del I Municipio nella città storica ci sono 68 postazioni di camion bar di cui 38 nel I Municipio. Solo l'area attorno Castel Sant'Angelo conta ben 21 camion bar, quella tra Colosseo, Fori Imperiali Palatino, 26. Almeno l'80 per cento di queste postazioni sono ricollegabili alla famiglia Tredicine che ha fatto del commercio su area pubblica un vero e proprio business. Poi ci sono gli urtisti, per tradizione in maggioranza ebrei, che tra centro storico e Prati, considerando i confini allargati del nuovo Municipio I-XVII, contano 149 postazioni in maggior parte posizionate a ridosso dei più importanti monumenti; 13 caldarrostai tre dei quali, tra piazza di Spagna e via Condotti, avevano avuto la revoca dal Comune ma da ben 18 anni continuano ad occupare grazie alla sospensiva ottenuta dal Tar; 22 posteggi fissi che vendono frutta e verdura originariamente con un banco di un metro per due che poi negli anni, autorizzazione dopo autorizzazione, si è allargato a dismisura. Per non parlare delle cosidette postazioni anomale, concessioni date da altri municipi e mai regolarizzate con pareri delle soprintendenze o dei vigili di cui il I municipio non conosce neppure l'esistenza e dunque non ci sono numeri per quantificarli. Accanto, l'esercito degli abusivi veri e propri, quelli cioè che occupano uno spazio pubblico senza avere alcun titolo. Sono in centro storico ma anche a Trastevere in via della Paglia , Via della Lungaretta, Piazza Tavani Arquati, ma anche vicino a Campo dei Fiori,e vicino Piazza Navona: via dei Baullari, via dei Giubbonari, via della Cuccagna. «Sembrano godere della più totale impunità - è il pensiero della Naim - perchè malgrado continue segnalazioni continuano ad occupare tranquillamente e in modo sempre più invasivo questi spazi. Non pagano tasse occupano spazi intralciando il transito dei pedoni e dei veicoli e oscurano le vetrine di bellissimi negozi. Non capisco la mancanza di volontà di reprimere questi abusi». Un danno enorme secondo la consigliera, non solo al decoro di questi luoghi ma anche al commercio di qualità che a causa di questa concorrenza sleale spesso è costretto a soccombere.
Non esiste un censimento dei banchi
Multe e sequestri di merce non risolvono il problema dell’abusivismo
