Ha avuto lo scivolo. Ma c’è ancora un gradino. Non è ancora finita l’odissea per Luigi Brunori, pensionato Telecom di 65 anni, malato di Sla, residente in uno dei palazzi Enasarco di viale Adriatico. Qualche giorno fa, subito dopo l’accorato appello, l’Enasarco ha provveduto a realizzare l’ambito scivolo, la cui assenza lo costringeva di fatto ad una prigionia in casa. Ma per lui che è paralizzato e, purtroppo, da alcuni mesi anche tracheizzato, l’ultimo ostacolo, una barriera di soli 20 centimetri, sul portone, diventa insormontabile. «Apprezziamo lo sforzo dell’Enasarco che è venuta incontro alle esigenze del disabile, realizzando lo scivolo sull’ultimo gradino prima dell’androne - dice Assunta Zera, volontaria e amica di famiglia di Brunori - Ma il lavoro non è stato ancora completato: perché c’è un’altra barriera architettonica sul portone, un gradino che ostacola il passaggio della carrozzina sulla quale l’uomo è costretto, completamente paralizzato». Con quell’ostacolo portarlo fuori è una grande fatica. «Dopo aver fatto trenta, bisogna fare trentuno» conclude la volontaria, parafrasando il proverbio, altrimenti, dice «anche l’opera fatta viene vanificata».
Malato di Sla Fatto lo scivolo resta il gradino
Ha avuto lo scivolo. Ma c’è ancora un gradino. Non è ancora finita l’odissea per Luigi Brunori, pensionato Telecom di 65 anni, malato di Sla, residente in uno dei palazzi Enasarco di viale Adriatico....