NETTUNO La vicenda di Fernando Mancini, dirigente Pdl, che la scorsa settimana ha impugnato un megafono ed elencato generalità e fedina penale di alcuni candidati delle liste che sostengono il candidato sindaco Carlo Eufemi, come reazione all’esclusione della candidatura di sua moglie, è approdata nell’ufficio del Prefetto di Roma. Ieri mattina, il sindaco di Nettuno Alessio Chiavetta ha avuto un incontro con il Prefetto Giuseppe Pecoraro. «Ho avuto ampie rassicurazioni dal Prefetto - spiega Chiavetta - sul fatto che la campagna elettorale potrà continuare tranquillamente. Nettuno è una città democratica e civile». Ma il Pdl, tramite una nota del coordinatore del Lazio Vincenzo Piso, risponde così alla questione: «Il fatto ha comportato un’emergenza democratica che ha reso necessaria la raccolta firme di deputati e senatori del Lazio che verrà consegnata oggi al ministro degli Interni. Assieme alla nota, Angelino Alfano, riceverà anche la richiesta ufficiale di mettere in atto quanto previsto dalla legge per tutelare la dignità e onorabilità di Eufemi e il sereno svolgimento delle elezioni del prossimo 26 e 27 maggio». Intanto Fernando Mancini, autore del singolare episodio, fa sapere: «Ho incontrato Eufemi alle 15 di ieri. In cambio del mio silenzio mi ha promesso di farmi diventare assessore o vicesindaco e molto altro. Ma non accetto compromessi. Voglio solo pari dignità. Mia moglie non può essere candidata? Allora anche lui deve ritirare la candidatura».
Il prefetto al sindaco: la campagna va avanti
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