Dieci nuovi sacerdoti. Dieci pastori per la Diocesi di Roma. A prima vista, una goccia nel mare, se messi a confronto con le immense necessità della Chiesa. Ma con un «risvolto della medaglia» da tenere in grande considerazione: i dieci presbiteri ordinati ieri mattina direttamente dal Vescovo di Roma hanno completato un percorso formativo molto approfondito. Sono vocazioni maturate lentamente, «decantate», anche grazie ad un iter più lungo per arrivare all’ordinazione. Sia chiaro: questo non mette i preti novelli al riparo da errori e miserie propri dell’uomo; ma senza ombra di dubbio si può affermare che il loro sì alla chiamata di Dio è pieno e convinto. E anche il giorno della loro definitiva consacrazione sacerdotale non è casuale. Ieri, infatti, la Chiesa celebrava, nella quarta domenica di Pasqua, la giornata del Buon Pastore, dedicata alle vocazioni. Lo ha ricordato Papa Francesco affacciandosi dallo studio del Palazzo apostolico per la recita del «Regina Coeli» davanti a una folla di oltre 100.000 persone. In precedenza, il Pontefice ancora una volta ha «rotto gli schemi». Prima della celebrazione, durante la quale è stato affiancato dal cardinale vicario Vallini e, tra gli altri, dai vescovi ausiliari di Roma, Francesco si è riunito nella sagrestia della basilica vaticana con i dieci diaconi per pregare la Madonna: un’usanza che aveva da arcivescovo di Buenos Aires e che ha deciso di seguire anche a Roma. Poi, durante l’omelia, ha fatto alcune aggiunte a braccio al testo rituale del Pontificale romano. Nel sottolineare che il sacerdote partecipa «della missione di Cristo unico maestro», il Papa ha detto ai sacerdoti: «Dispensate a tutti quella Parola di Dio che voi stessi avete ricevuto con gioia. Ricordate le vostre mamme, le vostre nonne, i vostri catechisti, che vi hanno dato il dono della fede!». Una Parola da «leggere e meditare assiduamente» ricordando che «la Parola di Dio non è proprietà vostra: è Parola di Dio. E la Chiesa è la custode della Parola di Dio». Quindi, riferendosi all’amministrazione dei sacramenti, e in particolare quello della penitenza, Francesco è tornato su un tema che gli sta molto a cuore: «Oggi vi chiedo in nome di Cristo e della Chiesa: per favore, non vi stancate di essere misericordiosi». Per concludere con un’accorata esortazione: «Siete pastori, non funzionari. Siete mediatori, non intermediari. Abbiate sempre davanti agli occhi l’esempio del Buon Pastore, che non è venuto per essere servito, ma per servire». Al «Regina Coeli», dialogando con i tanti giovani presenti in piazza, il Papa ha fatto ancora riferimento alla vocazione: «La giovinezza bisogna metterla in gioco per i grandi ideali. Siete d’accordo? Domanda a Gesù che cosa vuole da te e sii coraggioso! Sii coraggiosa! Domandaglielo! Dietro e prima di ogni vocazione al sacerdozio o alla vita consacrata, c’è sempre la preghiera forte e intensa di qualcuno: di una nonna, un nonno, una madre, un padre, una comunità... Le vocazioni nascono nella preghiera e dalla preghiera; e solo nella preghiera possono perseverare e portare frutto». Poi, di fronte al coro ritmato «Francesco, Francesco!» ha detto «Grazie tante per il saluto, ma salutate anche Gesù. Gridate “Gesù”, forte...»
Il Papa: siate pastori, non funzionari
Al «Regina Coeli» ha invitato i giovani a mettersi in gioco per i grandi ideali
