Roma Capitale

Rapinatore seriale della videoteca

Cinque colpi in meno di due mesi. Rapine tutte uguali: stesso negozio, identico modus operandi, e una cadenza settimanale rispettata anche nell’orario. Succede da Blockbuster, all’angolo tra via di...

Cinque colpi in meno di due mesi. Rapine tutte uguali: stesso negozio, identico modus operandi, e una cadenza settimanale rispettata anche nell’orario. Succede da Blockbuster, all’angolo tra via di Acilia e via di Saponara. Nella videoteca più conosciuta dell’entroterra lidense ogni settimana si presenta un ragazzo sui 30 anni, capelli castani e il volto coperto da una sciarpa. Entra come un normale cliente sempre intorno alle 19, quando il negozio sta chiudendo al pubblico, e tranquillo si dirige verso l’unica cassa senza insospettire nemmeno le persone tra gli scaffali. Una volta davanti alla commessa o a un qualsiasi altro dipendente di turno, gli mostra il coltello nascosto nella manica e in chiaro accento romano li minaccia per farsi consegnare l’incasso della giornata: «Tira fuori i soldi, niente scenate – questo il solito copione recitato dal bandito trentenne - e me ne vado senza ferire nessuno». Presi i soldi, niente di più di quello che un qualsiasi cittadino ritirerebbe da uno sportello bancomat, alza i tacchi e se va. Il più delle volte senza neanche esser notato dalla gente che solitamente affolla la videoteca alla ricerca di un film da affittare. I filmati delle telecamere di videosorveglianza, già al vaglio degli investigatori, raccontano una gestualità sempre uguale. Il ragazzo da quasi due mesi utilizza la cassa della videoteca come fosse un bancomat e con i cento, duecento euro al massimo – a tanto ammonta la refurtiva settimanale – si dilegua regolarmente, prima dell’arrivo dei carabinieri. I militari di Acilia lo cercano dalla prima rapina messa a segno: al momento di lui non si conosce nulla, irriconoscibile di fatto dalla sciarpa chiara arrotolata intorno a naso e bocca. Esausti, tuttavia, i dipendenti della videoteca. Vittime ordinarie del bandito seriale diventato un incubo ricorrente, non vedono l’ora che venga assicurato alla giustizia per tornare a dormire sonni tranquilli e a lavorare senza il pensiero di vendersi puntare addosso un coltellaccio.

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