Ama presenta l’ultimo bilancio, in attivo, ma sugli appalti a peso d’oro piovono critiche. È il presidente di Federlazio, Giovanni Quintieri, a definire «kafkiano» il recente bando con cui la municipalizzata ha affidato ad una società di consulenza esterna, la Bain & Company Italy Inc., il compito di implementare la raccolta differenziata e il sistema impiantistico romano: «Sembra che in molti settori presidiati dal pubblico - critica Quintieri - non si sia ancora ben compreso che occorre modificare drasticamente l’approccio con il quale si utilizza il denaro dei cittadini, passando dalla cultura della conformità alla norma alla cultura del risultato». L’appalto, che ha sollevato polemiche da più parti, visti gli impegni di spesa, è stato pubblicato a dicembre ed aggiudicato, pochi giorni fa, alla multinazionale che, già in passato, aveva collaborato con Ama. Nei fatti questi consulenti dovrebbero fornire «supporto specialistico per la messa a regime della raccolta differenziata e del ciclo impiantistico dei rifiuti, ottimizzare il modello organizzativo e il miglioramento delle performance economico-finanziarie dell’azienda». Un anno di lavoro, ma più che le mansioni, in questo caso pesano i numeri. La Bain & Company ha vinto l’appalto con un’offerta da 1 milione 663mila euro, circa 200mila euro di ribasso rispetto alla base d’asta: nel dettaglio, per le quattro figure professionali ricercate, si tratta di 2.184 euro al giorno per il capo progetto, 1.717 euro per il manager, infine 1.300 euro per il consulente senior e 900 euro per quello junior. Importi che scatenano l’intervento dell’Associazione delle piccole e medie imprese del Lazio, che l’ultima volta solo qualche giorno fa aveva spinto, nel corso di una riunione al ministero dell’Ambiente, per «un urgente sblocco dei crediti, oltre 250 milioni di euro, che le imprese del settore vantano nei confronti delle amministrazioni locali». Rispetto a quest’ultimo bando, poi, si contestano merito e metodo: «Non voglio troppo soffermarmi sul fatto, per la verità piuttosto singolare, che la più grande azienda pubblica per l’ambiente in Italia non disponga al proprio interno di competenze, professionalità e know how in grado di pianificare un sistema efficace di azioni per incrementare la raccolta differenziata - scrive il presidente di Federlazio Quintieri - ma sul come le amministrazioni pubbliche siano ancora ben lungi dall’aver metabolizzato quella richiesta di discontinuità che l’opinione pubblica pone in tutti i modi alla politica». «Mi chiedo perché Ama - continua Quintieri - non abbia pensato di legare, in tutto o per una buona parte, il compenso destinato ai consulenti al raggiungimento di un risultato oggettivo, misurabile e certificabile, magari prevedendo anche step intermedi, lungo la progressione verso l’incremento e la razionalizzazione della raccolta differenziata». In sintesi, vincolare gli obiettivi agli stipendi sarebbe certo un buon incentivo a lavorare bene, o meglio. Tornando ai numeri, la buona notizia riguarda, almeno, il bilancio d’esercizio 2012, approvato ieri dal consiglio di amministrazione di Ama con un utile di 2 milioni 336mila euro e un patrimonio netto superiore ai 300 milioni di euro. Serve ora centrare gli obiettivi della differenziata, 40% entro fine anno. Con l’aiuto dei superconsulenti.
Consulenti d’oro. Pmi contro Ama
Le imprese laziali: «Singolare che l’azienda non sappia fare da sola»
