Roma Capitale

Balli, cultura e gastronomia per tenere vive le proprie radici

Valentina Conti «I nostri corsi di balli tradizionali pugliesi? Eventi esplosivi che piacciono tanto anche ai romani. Abbiamo oltre 80 iscritti a serata; sono iniziative aperte a tutti, non solo ai...

«I nostri corsi di balli tradizionali pugliesi? Eventi esplosivi che piacciono tanto anche ai romani. Abbiamo oltre 80 iscritti a serata; sono iniziative aperte a tutti, non solo ai cittadini della Puglia e agli originari pugliesi perché non vogliamo ghettizzarci. Spopolano la pizzica salentina e la tarantella del Gargano». Pasquale Mastracchio, Presidente dell’associazione «Amici della Puglia» (e pure dell’Unar), è un fiume in piena quando parla della tradizione pugliese in città. Uno degli ultimi eventi dell’associazione che raggruppa i pugliesi capitolini in quel dei Parioli è stata l’anteprima del concerto pianistico del maestro Raffaello Moretti, giunto direttamente da Londra prima del suo ingresso in sala d’incisione. Scarlatti, Chopin e mazurche in una performance d’eccezione per un pubblico d’eccezione. Ma ha fatto l’en plein (oltre 800 persone in sala) pure l’appuntamento all’Auditorium della Musica che ha visto la presentazione del libro del conduttore tv Rai, Savino Zeba, «Beato chi ti Puglia», insieme a Michele Placido, Renzo Arbore e tanti altri artisti. L’agenda delle iniziative spazia dalle presentazione di romanzi fino agli spettacoli musicali, visite guidate e festival di solidarietà. Insomma, la Puglia a Roma c’è e si vede. E «Amici della Puglia» non è la sola associazione regionale nell’Urbe. C’è pure l’Associazione pugliese di Roma, presieduta dall’avvocato Antonio Ieva, nata su iniziativa di un gruppo di pugliesi residenti a Roma nei primi anni sessanta e che ha a lungo svolto la sua attività nel prestigioso palazzo settecentesco di via Vittoria Colonna. Entrambe operano nello spirito del volontariato, svolgendo un'intensa azione di promozione sociale, economica e culturale, cercando di tener vivo, «nell'ambito dell'unità e della cultura nazionali», lo spirito regionale. Una fucina di idee della tradizione pugliese riportate nella Capitale. Nel sito degli «Amici della Puglia» c’è, ad esempio, anche un’area dedicata alle ricette tipiche del territorio, dove sono illustrate in dettaglio le migliori specialità enogastronomiche made in Puglia: vincotto, cavatelli di farina grano arso, orecchiette doc. L’associazione pugliese fa, invece, rivivere ogni anno a dicembre la festa del patrono, San Nicola. I soci si incontrano nella Basilica di San Nicola in Carcere a Teatro Marcello; Messa solenne e poi cena di gala. Un rito che vuole perpetuare un omaggio alle radici, per quello che da vari decenni è diventato un vero e proprio punto di riferimento e centro di aggregazione della comunità pugliese, ben noto ad enti locali, istituzioni e imprenditori. Storia e fascino del Mediterraneo, di una terra caleidoscopica e complessa allo stesso tempo, piena di essenze - dai castelli alle chiese, fino a leggende e miti - che si ripropone nella quotidianità dei figli e nipoti di pugliesi nati a cresciuti all’ombra del Cupolone. «Per questo abbiamo pensato di far rivivere a Roma i giochi tradizionali pugliesi di un tempo» spiega ancora Mastracchio. «A breve ospiteremo la presentazione del volume di Cosimo Infante proprio su questo tema». La crisi non smorza l’orgoglio pugliese che entusiasma anche i romani, quello che non ha mai smarrito il legame con la terra d’origine.

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