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Roma Capitale

Un’arma contro le truffe

I malviventi specializzate nell’arte del raggiro sanno quali vittime puntare, in genere anziani o donne, chehe se...

La frontiera della truffa è sempre in evoluzione. I malviventi specializzate nell’arte del raggiro sanno quali vittime puntare, in genere anziani o donne, che comunque, anche se il loro gioco venisse scoperto, non potrebbero reagire con forza. E i trucchi si moltiplicano, le strategie si aggiornano, gli escamotage diventano sempre più astuti. È un sottile gioco psicologico che si instaura fra predatore e preda. Quest’ultima viene messa in condizione di non capire subito che cosa gli sta accadendo e, quando lo capisce, è ormai troppo tardi. L’ultimo sistema, quello del vetrino rotto dell’«orologio di famiglia» non è diverso dagli altri, dallo specchietto incrinato al debito che il congiunto della vittima non ha onorato. Le persone raggirate si trovano in genere sole in mezzo a una strada. I passanti frettolosi non sono loro d’aiuto, guardano e se ne vanno. Non vogliono essere coinvolti e, probabilmente, anche loro non sanno esattamente che cosa sta accadendo. Ma molti di noi dimenticano che abbiamo un’arma formidabile a disposizione. Si trova di solito nelle nostre tasche e si chiama telefono cellulare. E allora, quando veniamo fermati dal truffatore di turno, la soluzione è semplice: basta invitare lo sconosciuto ad avere un attimo di pazienza e digitare il 113 o il 112. Una cosa è certa, prima ancora dell’arrivo delle forze dell’ordine, il maleintenzionato se la darebbe alla gambe, la truffa finirebbe nel nulla e noi potremmo continuare, tranquilli, la nostra passeggiata.

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