Roma Capitale

«Apriamo l’officina della creatività»

Riaccendere i riflettori su Roma con la sfilata a piazza di Spagna

«Roma deve tornare protagonista, trasformarsi nella capitale europea dei giovani creativi». Come? «Aprendo l’officina della creatività». Ne è convinto Stefano Dominella, che oltre a guidare la maison Gattinoni, è anche presidente della sezione Moda e Cultura di Unindustria. Con tante idee in testa e la voglia di poterle realizzare. «Dopo quattro anni in cui la Regione è stata desaparecida - spiega - senza alcun programma né progetto per la moda, confidiamo in Zingaretti perché finalmente sia fatta un’azione forte, visibile e utile per la nostra città e per la nostra regione». Quali sono i temi su cui lavorare? «Prima di tutto occorre puntare sull’internazionalizzazione, stare accanto alle piccole e medie imprese che non hanno i mezzi per muoversi in maniera efficace. È importante, poi, la formazione. Occorre organizzare master o corsi brevi in un momento in cui si ha bisogno di artigianato altamente professionale. È così che si dà una possibilità di lavoro ai giovani. Penso anche a un progetto tra i giovani creativi e il distretto manifatturiero di Sora, una grande risorsa non utilizzata». Quali strumenti hanno i giovani per potersi fare strada nel mondo della moda? «Servirebbe uno sportello a cui potessero rivolgersi per avere contatti con le aziende del territorio. E poi facilitazioni sull’Irap, detassazioni sul primo anno di attività, un bando regionale che favorisca il nascere di nuove imprese. Il Lazio è la settima regione in Italia in fatto di produzione ed esportazione, ma come è possibile?». Secondo lei perché? «I riflettori da troppo tempo si sono spenti su Roma. La Capitale non è più la città dello shoping, il turismo ricco non viene più qui. Bisognerebbe tornare a organizzare "Donna sotto le stelle" in piazza di Spagna, che dava un’immagine di Roma elegante, glamour, internazionale». Sono anni che se ne parla, il Campidoglio ha annunciato più volte di voler organizzare la sfilata più famosa al mondo, ma non se n’è fatto mai niente. «Servono almeno un milione e 800 mila euro per organizzare un mega evento come "Donna sotto le stelle". Le istituzioni dovrebbero capire che non sono soldi buttati ma investiti per ridare slancio alla città e alla moda». Il Museo della moda, altro tasto dolente. L’aveva annunciato Veltroni nell’ex mercato al Velabro, l’ha annunciato Alemanno, a Villa Ada. Ancora oggi è solo un’idea. «Non ce’è alcuna sensibilità, né volontà di farlo. Nel frattempo gli atelier svendono o buttano via gli archivi. Ed è un peccato perché è qui a Roma che è nata l’alta moda negli anni Cinquanta. Io però ci credo ancora e ho in testa un progetto multifunzionale che darebbe alla Capitale prestigio e leadership a livello delle altre capitali europee». In cosa consiste questo progetto? «Prevede una parte museale, una biblioteca, una videoteca, sale per le sfilate e 10 botteghe fatte gestire gratuitamente per un anno da altrettanti giovani creativi provenienti dai concorsi tipo "Who’s on next" (il concorso di AltaRoma in collaborazione con Vogue Italia ndr). In questo modo i giovani si mettono in gioco, possono creare e vendere le loro creazioni in quella che potrebbe diventare la nuova "Officina della creatività" di Roma». Ha già in mente dove potrebbe sorgere? «Mi piacerebbe a Trastevere. Ho già in mente dei luoghi perfetti per questo proge tto».

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