Roma Capitale

Il Tar boccia la Regione. Il San Carlo resta aperto

L’attività va avanti. C’è un mese di tempo per valutare il piano di interventi dell’ospedale

I pazienti sono salvi. La chiusura del San Carlo di Nancy è scongiurata. Il Tar del Lazio ha bloccato il provvedimento con il quale l’Asl RmE aveva sospeso l’attività dell’ospedale. L’Asl, però, non aveva fatto altro che seguire le disposizioni ricevute dalla Regione Lazio. La Direzione programmazione risorse del servizio sanitario regionale, infatti, il 22 marzo aveva intimato lo stop ai ricoveri, «con contestuale prescrizione a carico della Asl di dimettere gradualmente i pazienti o trasferire gli stessi nelle strutture più idonee». Eppure, il governatore Zingaretti aveva accusato la Asl di essere andata contro le prescrizioni regionali. La determina del 22 marzo, invece, è esattamente in linea con quanto recepito dalla Asl. Ieri il Tar ha accolto le richieste del gruppo Idi, bocciando la Regione. La sospensione del provvedimento ha validità di 30 giorni, «per consentire all’amministrazione regionale - come motivato nel decreto dal presidente della Terza Sezione quater, Italo Riggio - il previo esame della relazione predisposta dall’ente ospedaliero relativa allo stato dell’arte della sicurezza e del piano di miglioramento della struttura». Nell’ordinanza del Tar si riconosce che il San Carlo di Nancy «ha già posto in essere accorgimenti idonei a garantire in maniera sufficiente la sicurezza del personale e dei pazienti». Dal canto suo, la Regione, accoglie «con rispetto la decisione del Tar», e auspica «che in questo periodo di tempo vengano predisposti tutti gli atti necessari a garantire la piena sicurezza del San Carlo», aggiungendo che la decisione «porterà sicuramente ad un clima più sereno che consentirà di proseguire con la vertenza occupazionale e di rilancio della struttura». «Non si è determinato nessun rischio per pazienti e operatori. C’è stata una procedura irrituale. Il programma dei lavori, con gli interventi che verranno realizzati, era già stato trasmesso alla Asl e alla Regione. I problemi non sono scomparsi, ma li stiamo affrontando», chiosa il delegato vicario per l’Idi, Giuseppe Profiti. «Ha vinto il buon senso. Bloccare l’ospedale non aiuta il gruppo a uscire dallo stato di crisi. Ciò non toglie che i problemi rimangono: gli adempimenti sollecitati dalla Regione andranno fatti in tempi compatibili. Per noi, comunque fa fede la documentazione già presentata (una relazione di 37 pagine a cura del servizio ingegneristico del gruppo comprensiva di tempistica indicativa, ndr) che si concludeva con una tabella generale delle priorità», rimarca Massimo Spina, direttore amministrativo del Bambin Gesù e collaboratore di Profiti. Il direttore generale Idi-San Carlo, Mario Braga, conferma che «si proseguirà con l’attività di risposta ai rilievi della Asl in termini di sicurezza». Le carenze riguardano, come riportato nelle missive regionali di sollecito indirizzate al gruppo Idi e in seguito ai sopralluoghi effettuati dai tecnici regionali nella struttura, soprattutto il piano antincendio non a norma. Ci sono anche la mancata regolamentazione dei dispositivi di areazione e condizionamento e le carenze igienico-sanitarie. Ma vanno anche messi a regime i reparti di Emodinamica, Terapia intensiva, Unità terapia intensiva coronarica e altre aree disattivate. Il sindaco Alemanno ha definito un’«ottima notizia», la decisione del Tar. «La crisi finanziaria che sta colpendo la sanità laziale è un problema serio - ha aggiunto- ma quando ricade sui cittadini e sui lavoratori rischia di diventare un disastro sociale». «Il Tar del Lazio ha confermato la correttezza della decisione presa due giorni fa dal presidente Zingaretti di mantenere in funzione l’ospedale malgrado la determina dirigenziale inaspettata e affrettata della Asl», insiste il capogruppo Pd alla Pisana, Marco Vincenzi. Ma le cose, come visto, non stanno così. L’Asl RmE, infatti, ha dato seguito alle disposizioni ricevute dalla Regione il 22 marzo. «Ora auspichiamo che la Regione faccia la sua parte e prosegua il confronto per il rilancio delle strutture del gruppo», aggiunge il segretario Ugl Sanità Roma e Lazio, Antonio Cuozzo. E il segretario generale Cgil Fp Roma e Lazio, Natale Di Cola, sottolinea: «Martedì è stato riconvocato il tavolo presso la Regione per continuare il confronto sulle misure alternative per superare i licenziamenti. Bisogna far presto».

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