Roma Capitale

Uova e colombe diventano più care

Pasticcerie e bar inavvicinabili Aumenti anche al supermercato

La crisi tira, ma i prezzi delle uova di Pasqua lievitano. I rincari più alti sono soprattutto sul versante artigianale e per le uova di marca nota in vendita nei bar e pasticcerie di qualità. Sotto le 17 euro per un uovo griffato di medie dimensioni non si scende in nessun quartiere. Dalle caffetterie di Prati a Monte Mario, passando per Appia, Testaccio, Parioli, Fleming, Aurelio, Flaminio, ma anche Trastevere, Esquilino e Salario. Un incremento generale del +4,3% rispetto ai costi dell’anno precedente. 14,50 euro versus 13,90, conferma l’Adoc. Per l’uovo artigianale, il rincaro è del +6% rispetto al 2012: 17,50 euro contro 16,50. Costa 36 euro l’uovo medio Caffarel al Cigno di viale Parioli. Poi si sale ancora, in base a rifiniture, confezionamento e tipologia di cioccolato. L’uovo mignon sta a 4,50 euro. Da Valentini in zona Re di Roma, 17,90 euro per un uovo Lindt, 19,90 di marchio Caffarel. Sono i più economici della serie. Più o meno come da Castroni in via Frattina, via Ottaviano e Balduina. Stesso copione da Linari a Testaccio e Andreotti. Prezzi più su al Gran Caffè Esperia su Lungotevere de’ Mellini, dove si gonfiano pure i cartellini di colombe glassate e pastiere. L’uovo nocciolato al latte da 750 grammi, il caffè Fleming lo propone a 56 euro. Alcuni romani lo osservano estasiati dalla ricercatissima e colorata vetrina, commentando: «Sta bene solo lì». 27 euro per il superdecorato uovo di cioccolato fondente con doppio cadeaux, accattivante nella sua infiocchettatura glicine. Alla pasticceria Carloni in via Friggeri alla Balduina, l’uovo Venchi si vende a partire da 35 euro. Fino a 75 euro e oltre. Sul fronte artigianale, dove c’è il picco più elevato di crescita, il trend è confermato dai principali punti vendita home made e cioccolaterie della tradizione capitolina: dalla Bottega dei Trappisti alla Wonka Chocolate. Pure se spopolano i corsi di decorazione di uova, come quelli di Crazy Cakes a Vitinia. Risultati tutti da ammirare e gustare: uova con rose variopinte su base di cioccolato fondente e pure simpaticissimi uova segnaposto. Da Eataly (aperto anche a Pasqua e Pasquetta) si spendono 28 euro per portarsi a casa uova interamente decorate a mano come il Langotto con nocciole o il Cremino bianco o il Cioccolato bianco e frutta. Qui l’uovo Gianduia di Caffarel è «in offerta» a 19,80 euro e il mini fondente dello stesso brand è a 3,10 euro. C’è pure l’uovo orizzontale (15,80 euro). In tanti strizzano l’occhio all’uovo al risparmio nei supermercati delle grandi catene. Prezzi modici, anche se pure qui con un lieve aumento rispetto alla passata Pasqua. Nella Gdo, il rincaro è, infatti, dati Adoc alla mano, del +4% rispetto al 2012, 13 euro contro 12,50. Da Panorama, uovo low cost a 5,90 euro «per una Pasqua più dolce». Offerte speciali convincenti anche in molti supermarket. Nella spesa delle feste, comunque, la qualità è d’obbligo. «Nonostante gli aumenti, a differenza degli scorsi anni si registra un +15% delle preferenze dei consumatori capitolini verso uova e prodotti pasquali artigianali, spinti dal desiderio di ricerca della genuinità, soprattutto se di origine bio - spiega il Presidente Adoc, Lamberto Santini - Aumentano anche le preferenze per i prodotti equo-solidali, scelti dal 10% dei romani». Il consiglio più efficace per scegliere l’uovo di qualità è «quello di approfittare delle occasioni, ma sempre leggendo con molta cura le indicazioni riportate in etichetta», ricorda il Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona. Attenzione, dunque, alla data di scadenza del prodotto e alla qualità del cioccolato: solo il cioccolato puro non contiene oli tropicali o altri grassi vegetali; in caso contrario, deve essere riportata la dicitura «contiene altri grassi vegetali oltre al burro di cacao». Se poi l’etichetta riporta l’indicazione cioccolato «finissimo» o «superiore», il contenuto di cacao deve essere almeno il 43%, mentre se nell’elenco degli ingredienti è dichiarato «cioccolato comune», la qualità è più scadente poiché il cacao è il 25% e l’uovo di Pasqua deve costare meno». Un modo per sfuggire all’acquisto di «uova-civetta», quelle vendute a prezzi molto bassi con lo scopo di indurre il consumatore a comprare anche altro.

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