Roma Capitale

Tra domenica e lunedì tutti seduti al ristorante

Damiana Verucci Pasqua al ristorante. Turisti ma anche molte famiglie romane sceglieranno quest'anno di festeggiare la domenica di Pasqua e il lunedì dell'Angelo seduti al ristorante. O almeno...

Pasqua al ristorante. Turisti ma anche molte famiglie romane sceglieranno quest'anno di festeggiare la domenica di Pasqua e il lunedì dell'Angelo seduti al ristorante. O almeno queste sono le previsioni della Fipe-Confcommercio Roma perché ancora non ci sono dati precisi sulle prenotazioni visto che la tendenza da qualche anno è di decidere un paio di giorni prima dell'evento. Quello che spinge all'ottimismo, però, è l'effetto Papa Francesco, che ha richiamato migliaia di turisti a Roma in un periodo dell'anno di bassa stagione per il settore. Turisti che presumibilmente si fermeranno anche per il periodo della Pasqua consumando negli esercizi pubblici della Capitale. Del resto gli ultimi dati diffusi dall'Ente Bilaterale del Turismo parlano chiaro: gli arrivi previsti registrano una crescita del 9,19% rispetto allo scorso anno mentre le presenze segnano quota +9,09%. Quanto ai romani, il fatto di mettere da parte il viaggio di Pasqua complice la crisi alimenta la voglia di festeggiare fuori casa almeno quella giornata. I ristoratori guardano a domenica prossima con ottimismo. «L'effetto del Santo Padre si è sentito già le scorse settimane - fa sapere Nazzareno Sacchi, presidente di Fipe-Confcommercio - nei ristoranti attorno al Vaticano abbiamo registrato un incremento degli affari dal 20 al 30%. E nei prossimi giorni non si potrà che fare meglio: entriamo nel periodo di alta stagione, quando Roma fa il pieno di turisti». I prezzi, promette Sacchi, saranno in linea con lo scorso anno. Il turismo romano, dunque, risolleva la testa. È infatti tra i settori che sta reagendo meglio alla crisi, secondo i dati diffusi da Cna Roma che hanno preso in esame lo stato di salute delle imprese del secondo semestre 2012 e le previsioni del I semestre 2013. La recessione è ancora acuta ma si comincia a vedere una luce. L'accesso al credito resta il problema numero uno perché se è vero che le banche sono più disponibili a erogare prestiti a interessi meno elevati, è anche vero che per il 57,9% degli imprenditori intervistati (su un campione di 800), si sono allungati i tempi di concessione.

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