Cinque colpi, sparati alle gambe con una precisione degna di un vero cecchino, da un uomo con il volto coperto da un casco integrale in sella ad uno scooter. A finire a terra, tra urla disperate e richieste di aiuto, è Salvatore Valenti un quarantenne nato in Belgio ma residente ad Acilia. Sono le 18,30 di ieri pomeriggio quando tra famigliole e bambini nel parco pubblico in via Alberto Galli ad Acilia, una calibro 9 impugnata da un centauro senza nome e ancora ricercato, esplode cinque colpi contro l'uomo già noto alle forze dell'ordine. I proiettili gli centrano entrambi i femori facendolo caracollare in un lago di sangue davanti agli sguardi impietriti della moglie e della figlia, ancora sotto shock. Mentre lo scooter si dilegua tra le auto in strada, un'ambulanza trasporta il ferito al pronto soccorso del Grassi dove un'ora dopo viene operato d'urgenza alle gambe. Le sue condizioni sono apparse da subito critiche ma la perdita di sangue non sarebbe stata eccessiva e il 40enne non rischierebbe la vita. Sulle tracce del centauro, del quale Valenti non ha voluto né saputo rivelare il nome, indagano i carabinieri di Ostia. Un avvertimento, forse un monito a pagare un conto in sospeso. Solo ipotesi, tutte al vaglio degli investigatori. Il ferimento di ieri riporta inevitabilmente all'omicidio di Emidio Salomone avvenuto il 4 giugno del 2009 in via Cesare Maccari. Anche allora i proiettili contro l'ex Banda della Magliana vennero esplosi da uno scooter in corsa, ma da due killer che - sebbene anche loro in mezzo ad una strada affollata, davanti ad una sala giochi - spararono due colpi dritti al volto del loro obiettivo uccidendolo sul colpo. Così come quel giorno, ieri pomeriggio, si è riaccesa inevitabilmente la polemica sulla pericolosità di Acilia e in particolare della sua zona più popolare, San Giorgio. Lì, dove a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta la Banda della Magliana fece affari e agguati, i residenti convivono loro malgrado tra regolamenti di conti e vendette consumate in un far west cittadino. Non sono stati pochi gli uomini che hanno pagato i propri debiti alla criminalità locale con il fuoco. Gambizzati, il più delle volte, sotto gli occhi di gente innocente che rischia, passeggiando per negozi o - come ieri - in un apparentemente tranquillo parco pubblico, di esser centrato da un proiettile destinato ad un perfetto sconosciuto.
Gambizzato nel parco davanti a moglie e figlia
La vittima, 40 anni, colpita ai femori, è grave
