Paolo Gentiloni lancia la sua candidatura alle primarie del centrosinistra per il sindaco di Roma. Lo fa partendo da una dura critica all’operato dell’attuale primo cittadino, Alemanno, colpevole per Gentiloni di aver lasciato una città senza progetti e di aver disatteso alla sue promesse in tema di sicurezza. Poi prosegue elencando alcuni cenni del suo programma, a partire dalle parole chiave trasparenza, inclusione e futuro. Ma anche lanciando un monito polemico al proprio partito, il Pd: «No a una candidatura calata dall’alto, guai a considerare Roma come un gadegt sul tavolo delle trattative politiche. Le primarie sono necessarie per dare la giusta forza al nostro candidato». Nella sede del suo comitato elettorale, in via dell’Aracoeli, Gentiloni parte da un’impieto- sa disamina del quinquennio alemanniano: «L’errore fondamentale del sindaco - spiega - è stato non avere un progetto e idee forti per Roma, nè una squadra di governo all’altezza della città». «Nella Capitale - continua l’ex ministro - in questo momento ci sono zero progetti e cassetti vuoti, come 20 anni fa. Ogni tanto spuntano fuori annunci come quello di una candidatura olimpica. Per il resto, a parte abbassare un muretto all’Ara pacis, tutto quello che si sta facendo qui è stato progettato e avviato dieci anni fa. E una città che ha zero progetti per il futuro non sta in piedi». Parla anche di sondaggi, Gentiloni, sostiene che in questo momento qualsiasi candidato di centrosinistra avrebbe un grosso vantaggio su Alemanno. E questo perché il sindaco avrebbe disatteso gran parte delle sue promesse elettorali: «Ha fatto propaganda sul tema sicurezza, ma una cosa sono le parole e un’altra i fatti. E i fatti ci dicono che ora Roma è minacciata dalla corruzione e dalla criminalità organizzata». E anche sul tema rifiuti la critica di Gentiloni è netta: «Non ci si può far commissariare e poi andare a manifestare con i cittadini di Malagrotta con la mascherina». L’aspirante candidato del centrosinistra non commenta la proposta di Berlusconi di costruire un inceneritore in città, ma spiega che per lui «l’unica soluzione al problema rifiuti è puntare forte sulla differenziata, in linea con le direttive del ministro Clini». Ma non è l’unico punto del suo programma che anticipa. Gentiloni parla anche di imporre in Campidoglio trasparenza e open data, dimezzare le spese di staff, consulenti e personale alle dipendenze del Gabinetto del sindaco. Rimodulare il sistema di welfare, puntare sulla chiusura dell’anello tranviario portando il tram 8 fino a via Labicana e procedendo con la pedonalizzazione dei Fori imperiali. Infine rilanciare l’aeroporto di Fiumicino. L’intero programma - che sarà presentato con lo slogan «Roma riparte. Qui» - vedrà la luce quando partirà ufficialmente la corsa alle primarie. E su questo punto Gentiloni non accetta ripensamenti, lanciando un segnale chiaro ai vertici di via del Nazareno: «Ho sempre sostenuto l’opportunità di una grande alleanza del Pd coi montiani» spiega, «ma questo non vuol dire che Roma deve diventare un gadget aggiuntivo al tavolo delle trattative. Le primarie non si fanno per abitudine ma per dare un vero peso al prossimo candidato che dovrà governare la città».
Gentiloni in campo «Gianni ha fallito»
Avviso al Pd: no candidati calati dall’alto
