Roma Capitale

Fiorito in aula: se ristabilita la verità, pronto a tornare

L’ex capogruppo Pdl in Regione Lazio davanti al gup Rosalba Liso. «Batman» è ai domiciliari dal 27 dicembre scorso, deve rispondere di peculato per l’appropriazione di 1,4 milioni di euro dai fondi del gruppo

È iniziato questa mattina il processo all’ex capogruppo Pdl in Regione Lazio, Franco Fiorito. «Batman» è arrivato poco dopo le 9 a piazzale Clodio. Prima di entrare in aula si è soffermato con i giornalisti: «In questo momento non penso alla campagna elettorale ma se sarà ristabilita la verità sono pronto a tornare in politica. In carcere sono stato molto male ma ora ai domiciliari va meglio». Fiorito è finito sul banco degli imputati per l'accusa di peculato per essersi appropriato illegalmente di circa un milione e 400 mila euro dai fondi del gruppo alla Regione. Sotto processo, con l'accusa di concorso, anche altre due persone: Bruno Galassi e Pierluigi Boschi, ex capi segreteria di Fiorito, i quali hanno chiesto di patteggiare la pena. L’ex capogruppo invece chiederà di essere giudicato con rito abbreviato condizionato all’audizione di tre funzionari regionali. Per i tre imputati la procura aveva chiesto e ottenuto il giudizio immediato, procedimento che permette di saltare l’udienza preliminare e di andare direttamente al dibattimento, ma le richieste di riti alternativi hanno riportato il procedimento all’attenzione del gup. Sarà infatti il giudice dell’udienza preliminare Rosalba Liso a valutare le istanze di patteggiamento e rito abbreviato. Per l’udienza di oggi, alla presenza del pm Alberto Pioletti, è prevista, salvo cambiamenti, la costituzione delle parti civili. Agli arresti domiciliari dal 27 dicembre scorso ad Anagni, Fiorito, assisto dagli avvocati Franco Taormina ed Enrico Pavia, ha sempre respinto le accuse. Quel milione e 400mila euro confluiti sui suoi conti correnti, anche all'estero, tramite 193 bonifici, erano soldi - ha dichiarato agli inquirenti - dovutigli in base al cumulo di cariche che ricopriva alla Pisana. Una tesi che per i pm non regge: le spese sostenute dall’ex capogruppo hanno poco a che vedere con le finalità politiche per cui sono destinati.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.