TIVOLI L'ora x si avvicina a grandi passi ma l'accordo ancora non arriva. Il 26 febbraio, data ultima entro cui il sindaco di Tivoli, Sandro Gallotti, deve trovare la quadra e una maggioranza di quelle che tengano, non è così lontano. Al centro delle riunioni non solo l'assetto della giunta, pronta per il sesto rimpasto dall'inizio dell'era Gallotti, ma sopratutto il futuro delle società partecipate. Il destino delle quattro aziende in carico a Palazzo San Bernardino, Asa spa, Tivoli Forma srl, Asa srl e Acque Albule spa, è al centro delle discussioni di questi giorni, vista anche la situazione economica non proprio rosea delle prime due. Per l'Asa spa, che si occupa del servizio di raccolta dei rifiuti urbani e pulizia delle strade, ci sono 90 dipendenti e un rapporto tra debiti e crediti a dir poco preoccupante. Venti i milioni di euro che devono essere incassati, 8 milioni e mezzo quelli da versare, tutti nei confronti di Eco Italia 87, che gestisce la discarica dell'Inviolata, dove arriva la mondezza tiburtina. Negli ultimi tempi si è parlato di tutto: dalla liquidazione della società alla stesura di un bando per aggiudicare il servizio, senza mai riuscire a cavare un ragno dal buco. Idem per l'altra, che invece si occupa di corsi di formazione professionale. In questo caso i dipendenti hanno sfiorato negli anni le 170 unità e anche qui i problemi di liquidità.
Municipalizzate al centro dell’accordo per la giunta
