TIVOLI Giorni difficili per l'amministrazione comunale tiburtina alle prese con una profonda crisi politica ed economica. Stavolta a rischiare lo stipendio sono i dipendenti del Comune di Tivoli, che dal mese di aprile potrebbero non vedere arrivare più un euro sul proprio conto corrente. Lo spauracchio si è concretizzato questa settimana, quando fuori dal palazzo comunale sono apparsi i primi manifesti che lanciavano l’allarme. «Durante la riunione della delegazione trattante – fanno sapere dalla Uil – mentre si argomentava sulla costituzione del fondo 2012, il segretario generale è intervenuto affermando la mancanza di liquidità da parte dell’ente, con presunto rischio delle competenze stipendiali a partire dal mese di aprile per il personale dipendente. Tale affermazione è gravissima, si ipotizza una mancata programmazione economica e gestionale». Una brutta notizia per i lavoratori che sono già sul piede di guerra, come sottolineano le sigle sindacali, pronte a «intraprendere tutte le iniziative necessarie. Questa situazione che si trascina da mesi è preoccupante e ci obbliga a chiedere di essere portati a conoscenza sulla reale situazione economica dell’ente e se veramente sono a rischio gli stipendi». Proprio per chiarire la faccenda c’è stato un primo incontro tra una delegazione della parte pubblica e i sindacati, in cui oltre a confermare il rischio di non farcela a coprire le spese, sono emerse le difficoltà delle casse comunali che, strette nella morsa dei tagli e costrette ad anticipare soldi in attesa dei trasferimenti, stentano a far quadrare i conti. Allo stato attuale il numero di persone in carico all’amministrazione non è cosa di poco conto: si tratta di 250 persone con un costo mensile che si aggira sugli 800.000 euro. Una voce importante in un bilancio in cui a brillare non è certo la disponibilità economica. Nei mesi passati di problemi salariali ce ne sono stati diversi. In questo caso a finire nell’occhio del ciclone sono state le società partecipate, nella fattispecie Asa spa e Forma srl. Due situazioni, queste, in cui le ipotesi sono purtroppo diventate realtà, con i dipendenti costretti a manifestare più volte sotto il municipio, preoccupati per le retribuzioni latitanti e per il futuro. I problemi economici non sono dunque una novità per la città dell’arte, dove alla delicata questione degli stipendi si aggiunge una crisi politica di quelle pesano. Il sindaco Gallotti si è dimesso cinque giorni fa e da quel momento le trattative per ricomporre il quadro politico non si sono mai fermate, anche se di spiragli veri non se ne sono ancora visti. I giorni però passano e la data del 26 febbraio, termine ultimo per evitare le urne anticipate, si avvicina.
Comune in rosso Da aprile niente soldi per gli stipendi
Lavoratori sul piede di guerra I sindacati: «Vogliamo la verità»
