I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno sequestrato circa quindicimila articoli di bigiotteria varia, tra i quali bracciali, collane, orecchini e ciondoli, realizzati con materie prime pericolose per la salute, contenenti valori di cadmio e nichel superiori alla soglia consentita. Il sequestro, disposto dal giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Roma all’esito di accertamenti coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma e svolti dal Nucleo di Polizia Tributaria di Roma, è stato eseguito nei confronti di un imprenditore bengalese nel settore della commercializzazione di articoli di bigiotteria, con un negozio a Tor Pignattara. Le indagini sono state avviate nel maggio dell’anno scorso quando le Fiamme Gialle hanno sequestrato all’interno del medesimo esercizio commerciale circa 4.000 monili e oggetti apparentemente in oro e argento, riportanti rispettivamente il marchio «18K» e «925» e altri articoli contraffatti, risultati poi, all’esito degli esami tecnici svolti presso il laboratorio chimico-merceologico della Camera di Commercio e presso l’Istituto Superiore di Sanità, avere marchio e punzonatura contraffatti nonché valori di nichel e cadmio di gran lunga superiore al consentito ed in quantità dannosa per la salute, con possibilità una volta in contatto con la pelle, di determinare irritazioni, dermatiti nonché intossicazioni. I successivi approfondimenti hanno consentito di individuare un’ulteriore cospicua partita di merce pericolosa e di sottoporla a sequestro prima che potesse essere destinata alla vendita nel mercato della Capitale, prevenendo in tal modo effetti dannosi sulla salute dei malcapitati acquirenti ed un grave pregiudizio alla libera concorrenza fra gli operatori economici. Per il titolare dell’impresa, M.S. di anni 41, è scattata la denuncia per detenzione e commercializzazione di oggetti con marchio contraffatto e per aver immesso nel mercato prodotti pericoli per la salute pubblica; violazione quest’ultima prevista dal Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005). L'operazione testimonia il costante impegno nella lotta alla vendita di prodotti contraffatti, che molto spesso si rivelano anche nocivi per la salute, per la presenza di elementi chimici altamente tossici. Al riguardo, basti ricordare che nel solo 2012, il Nucleo di Polizia Tributaria di Roma ha sequestrato circa 750.000 articoli di bigiotteria della specie, tutti provenienti dall'Estremo Oriente, denunciando complessivamente venti persone all’Autorità Giudiziaria. La Guardia di finanza ricorda a tutti che bisogna fare molta attenzione agli acquisti di bigiotteria «low cost», accattivanti sì, ma pericolosi per la salute. Dallo scorso mese di dicembre è stato infatti vietato l’uso del cadmio in tutta l’Unione Europea: metallo tossico e cancerogeno, che in passato veniva anche utilizzato come stabilizzante in alcuni articoli di plastica. Materiale tanto nocivo da essere vietato dal 1992, se pur ammesso in alcuni tipi di Pvc rigido e nelle bacchette per saldatura. La grossa presenza di questo metallo in Italia, tuttavia, è dovuta alla bigiotteria di importazione, soprattutto cinese. Ecco perché, con una modifica inserita nel regolamento per la registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche, il Reach, il metallo in questione è stato vietato in tutti i tipi di gioielleria, incluse plastiche e i materiali da brasatura.
Sequestrati 15.000 gioielli tossici
Collane, orecchini e bracciali contraffatti e dannosi per la salute trovati a Tor Pignattara
