Roma Capitale

In Aequa Roma c'è chi si «autoassume»

Èquesto il senso dell'interrogazione urgente presentata in Campidoglio dal capogruppo de La Destra, Dario Rossin, che chiede come mai in periodo di crisi e tagli e con tanto di delibera di tetto ai manager, all'interno delle società capitoline accadono cose assai curiose. La vicenda portata in Aula Giulio Cesare da Rossin riguarda Aequa Roma spa, ovvero l'ex Roma Entrate, la società che si occupa della riscossione tributi, ch e dal 2005 ha sempre avuto un'unica figura per il ruolo di presidente e di amministratore delegato. Ora non più. L'ex presidente Rinforzi è amminsitratore delegato mentre Alessandro Clemente è il presidente. Ma non è tutto qui. «Chiediamo di sapere se l'Amministratore Delegato di Aequa Roma Spa sia stato assunto, con contratto di lavoro a tempo determinato, quale dirigente di detta società per un importo di 262 mila euro - spiega il capogruppo Rossin - per sapere se, qualora questa assunzione sia avvenuta, sia stata effettuata nel rispetto delle leggi, delle norme, dei regolamenti vigenti nonché delle delibere e delle note tutte richiamate; per conoscere quali iniziative si intendano adottare nell'ipotesi in cui questa assunzione non sia stata effettuata nel rispetto delle leggi, delle norme, dei regolamenti vigenti». Come mai l'amministratore delegato, assunto (da chi?) come dirigente all'interno della stessa azienda dovrebbe avere uno stipendio di 262mila euro, quando il presidente si ferma a 67 mila e i consiglieri di amministrazione a 18 mila? E ancora, all'interno dei 262 mila euro sono incluse le indennità di risultato? Se sì, sono fissate a priori? Tutte domande alle quali, La Destra capitolina (e non solo) attende una risposta. S.N.

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