Roma si è risvegliata nel silenzio ovattato della domenica dopo le ore di follia vissute ieri con la guerriglia scatenata dai black bloc durante il corteo degli Indignati. Il ritorno alla normalità per ora è nella fine della violenza, ma le ferite inferte alla città restano. Le strade intorno a piazza San Giovanni mostrano i segni della battaglia ingaggiata da centinaia di teppisti con le forze dell'ordine. I mezzi della nettezza urbana stanno completando il lavoro di ripulitura iniziato ieri sera al termine degli scontri. Ma restano le auto e i cassonetti bruciati, i tratti di selciato divelti per fare dei sampietrini proiettili, le facciate delle banche, dei negozi e degli alberghi assaltati annerite dal fumo degli incendi. Nelle prime ore del mattino è tornata regolare la viabilità su via Appia nuova a Roma nel tratto tra piazzale Appio e piazza Re di Roma che ieri era stato chiuso al traffico. VIDEO E INDAGINI Il bilancio dei feriti è fermo a 135, di cui tre gravi, tra estremisti, manifestanti pacifici e forze di polizia. Di questi, 30 sono manifestanti, tra cui due, ricoverati al Policlinico Umberto I e all'Aurelia Hospital, hanno subito l'amputazione di alcune dita a causa delle esplosioni di bombe carta. Sono invece 105 gli uomini feriti tra le forze dell'ordine: 50 sono carabinieri, 35 sono agenti della polizia e 20 della guardia di finanza. Venti le persone fermate, 12 quelle arrestate: queste ultime cifre sono destinate a salire nelle prossime ore se non nei prossimi giorni, quando altri responsabili delle violenze saranno identificati grazie ai filmati delle telecamere e alle testimonianze. La maggior parte dei teppisti hanno fatto ritorno alle città di provenienza e si cercherà di individuarli grazie alla collaborazione con le autorità locali. In particolare la Digos sta visionando filmati e foto nel tentativo di individuare i cosiddetti black bloc. Per lunedì mattina è prevista in tribunale l'udienza di convalida dell'arresto dei ragazzi fermati ieri. Tra i fermati anche persone provenienti da Bari, Trento, Catania, Siracusa, Brindisi, Varese e Napoli. Secondo quanto riferito sono 10 le bottiglie incendiarie che sono state rinvenute e sequestrate dalla Digos. In particolare, le bottiglie già complete di stoppino fissato con del nastro isolante e piene di benzina, sono state trovate lungo via Cavour all'altezza del civico 211, all'interno di un borsone nero. Nello stesso contesto - si spiega - in piazza San Francesco di Paola, nel corso di un controllo preventivo sono state sequestrate 4 assi di legno con nastro adesivo, oltre a numerosi sampietrini. A piazza di Spagna, invece, una guardia giurata in servizio in un istituto di credito ha trovato nascoste in un angolo della via numerose spranghe in ferro e pietre. LA CONTA DEI DANNI Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha tracciato anche un primo bilancio dei danni. "Secondo una prima stima, molto approssimativa, e che dovrà essere definita con attenzione nei prossimi giorni, crediamo che la città abbia subito almeno un milione di euro di danni, sia per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, sia gli interventi per ripulire la città che per i danni materiali al selciato. Sono stati trovati 20 metri cubi di sampietrini divelti e staccati per farne proiettili". Ai danneggiamenti dell'arredo urbano e ai trasporti vanno aggiunti i negozi saccheggiati, vetrine infrante. "La stima dei danni di ieri a Roma è di poco inferiore al milione di euro. È stata messa in atto una vera devastazione", ha affermato il presidente della Confcommercio romana Giuseppe Roscioli all'indomani degli scontri nel corteo degli indignati. RABBIA E SCONCERTO Tra i romani lo sgomento di ieri lascia il posto a rabbia e sconcerto. Mauro, 36 anni, dipendente di un'agenzia di viaggi, racconta così la tensione di ieri: "Eravamo in piazza e aspettavamo l'arrivo del corteo. A un certo punto da un camion sono scesi una ventina di ragazzi vestiti di nero e tutti coperti". "Poi - ha aggiunto - non si è capito più nulla. Alcuni poliziotti sono intervenuti per bloccarli, ma in aria è volato di tutto: spranghe, pietre, estintori". Arianna, studentessa 23enne, è furiosa con i violenti che hanno "tradito lo spirito della manifestazione". Nel quartiere le serrande dei negozi sono rimaste abbassate per il consueto riposo domenicale. Solo qualcuno ha aperto per iniziare a conteggiare l'entità dei danni. Al Mc Donald's di via Appia nuova, nessuno stop: panini e patatine fritte dalle 10, anche se i vetri sulle porte non ci sono più. TROPPO BUONISMO Dopo il sopralluogo in Piazza San Giovanni di ieri sera il sindaco Alemanno, stamattina ha effettuato una ricognizione della zona intorno alla stazione Termini per verificare i danni al trasporto pubblico, al sistema di raccolta dei rifiuti e agli arredi urbani. Alemanno era accompagnato dall'assessore alla Mobilità, Antonello Aurigemma, da quello all'Ambiente, Marco Visconti, dall'amministratore delegato dell'Atac, Carlo Tosti, e dal direttore di esercizio dell'Ama, Giovanni Fiscon. "Stiamo studiando azioni preventive perché quello che è successo ieri per noi è una cosa inaccettabile", ha detto il sindaco. "Non pensiamo - ha spiegato - a limitare le manifestazioni ma a lavorare per permettere alle forze dell'ordine di agire prima attraverso perquisizioni. Se si voleva e si vuole isolare i violenti bisogna permettere alla polizia e ai carabinieri di lavorare prima e non durante il corteo. Non capisco come si poteva intervenire efficacemente con tremila persone che avevano il volto coperto". "Chiederò al governo un aiuto per poter risarcire chi ha visto la propria auto bruciare e colpiti i propri beni privati", ha detto il sindaco. "Non c'è stata prevenzione perché c'è troppo buonismo in giro - attacca Alemanno - se ci fosse stata un'azione preventiva da parte di polizia e magistratura contro i centri sociali, i violenti, questa rete di anarchici che esiste nella città, si sarebbe protestato gridando all'azione poliziesca". "Oggi alle ore 18 firmerò l'autorizzazione affinché il Comune di Roma si costituisca parte civile - ha annunciato Alemanno - perché già da domani mattina l'avvocatura comunale sarà presente nei primi procedimenti: mi auguro che non ci sia alcun buonismo o permissivismo, perch* bisogna colpire con durezza gli animali che hanno fatto questo". SCUDO COL CORTEO Il ministro dell'Interno Roberto Maroni riferirà in Parlamento martedì. Nelle violenze di ieri a Roma durante la manifestazione degli indignados a Roma, "c'è stato il rischio concreto che ci scappasse il morto. Un rischio concreto perché i violenti si sono volutamente fatti scudo col corteo", ha detto il ministro. Quello che è accaduto ieri nella capitale, ha continuato Maroni, "è un fatto di inaudita gravità, che va condannato da tutti esitazione. Ringrazio ancora una volta le forze dell'ordine, il prefetto, il questore perché solo grazie a una gestione equilibrata dell'ordine pubblico si è evitato che ci scappasse il morto". I SIMBOLI RELIGIOSI "Le violenze avvenute ieri a Roma sono inaccettabili e ingiustificate. Condanniamo tutte le violenze e anche quelle ulteriori contri i simboli religiosi", ha detto Padre Federico Lombardi. In è all'incursione di gruppi di dimostranti nella Chiesa di San Marcellino e Pietro e ai danni arrecati compresa la distruzione di una statua della Madonna, il direttore della Sala stampa della Santa Sede si è inoltre unito a quanto affermato ieri dal vicario di Roma: "Il cardinale Vallini, ha già espresso bene il sentimento di sgomento e di tristezza per quanto è accaduto ieri. Condividiamo la condanna espressa per le violenze insensate e inaccettabili e gli atti di offesa alla sensibilità dei credenti".
Roma devastata
Maroni: poteva scapparci il morto
