Roma Capitale

FIUMICINIO

Unpasso che la sua stessa maggioranza non solo aspettava da tempo ma sul quale ha spinto non poco. Al centro della crisi dell'ex Quattordicesimo municipio della Capitale, la questione rifiuti e la sede della nuova discarica in parte sostitutiva di Malagrotta. Il sindaco (e parte del Pdl) ha dato la disponibilità alla nuova discarica. Una decisione esplosiva in clima di campagne elettorali. Così, tra la discarica e la testa del sindaco si è deciso per quest'ultima. Che, tuttavia, stenta a cadere del tutto. La legge prevede infatti che le dimissioni del sindaco divengono efficaci e irrevocabili decorsi 20 giorni dalla presentazione in Consiglio comunale. Un atto che non è stato ancora compiuto. Chissà se per distrazione, mancanza di tempo o per tentare l'ultima mediazione. Il nodo verrà sciolto martedì. Ieri, infatti, il presidente del Consiglio comunale pro tempore, Raffaello Biselli, e il segretario generale Stefania Dota, si sono incontrati proprio per discutere della ratifica delle dimissioni di Canapini. Alla fine si è deciso di riunire la conferenza della capigruppo per martedì prossimo: in questa sede si deciderà quando convocare l'aula. Un passaggio fondamentale per procedere allo scioglimento del Consiglio comunale (dopo venti giorni), nominare un commissario e indire le nuove elezioni. In molti sospettano tuttavia che la data di convocazione dell'assemblea possa essere fissata «con comodo». O almeno il tempo necessario per dare il via libera definitivo alla nuova discarica. Curioso poi l'intervento sulle dimissioni del sindaco da parte della Cgil Roma Ovest che ha addirittura affidato a una nota la «forte preoccupazione per la crisi politica e istituzionale apertasi al Comune di Fiumicino a seguito delle dimissioni del sindaco Mario Canapini e della giunta. Una crisi che si protrae da mesi in un momento difficile per i cittadini che rischiano di pagare oltre la crisi economica dettata dalla manovra del Governo - riferisce ancora la nota - anche il vuoto istituzionale che rischia di annullare ogni possibilità di individuare soluzioni per attenuare gli effetti devastanti di questa manovra in un rapporto di confronto con il sindacato e le realtà sociali e civili presenti in questo territorio». Un'ingerenza sulla quale riflettere. Sus. Nov.

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