Roma Capitale

Il sindaco sulla crisi

Lacrisi prima, la manovra del governo dopo, impongono soprattutto a chi ha responabilità amministrative dirette di mettere le carte in tavola. Così ha fatto il sindaco Alemanno all'Assemblea nazionale costruttori edili che si è riunita ieri a Roma. Parole dure, quelle del sindaco. «Mi vergogno, come sindaco, di non poter dare certezza dei pagamenti alle imprese che hanno svolto lavori per conto dell'amministrazione comunale e attendono di essere liquidate - ha detto il primo cittadino - Gli enti locali sono in un momento drammatico e la situazione è destinata a peggiorare nel 2013. Basti pensare che, per effetto della manovra e dei tagli, 43 miliardi di investimenti in pancia ai Comuni saranno bloccati dal Patto di stabilità». Poi le cifre, drammatiche. i debiti del Campidoglio verso le imprese ammontano a circa 2,4 miliardi di euro. «Dobbiamo distinguere, ci sono circa 2 miliardi di pagamenti non fatti dalle giunte di centro sinistra alle imprese che hanno svolto lavori per conto del Campidoglio fino al 2008. Per quanto riguarda la nostra gestione siamo nell'ordine di 400 milioni che dobbiamo pagare alle imprese e stiamo premendo il Governo affinché sblocchi queste risorse e ci dia la possibilità di pagare chi ha svolto lavori per il Comune di Roma». Alla luce dei tagli pesantissimi e degli obblighi di spesa del Campidoglio, il Bilancio 2012 sarà «durissimo». La speranza è tutta nei cambiamenti chiesti al governo, altrimenti circa 450 cantieri aperti in tutta la città rischiano di chiudere alla fine dell'anno. Intanto è notizia di ieri del licenziamento di 130 operai della linea C della metropolitana. Un altro valido motivo per accelerare le modifiche ai tagli del governo. S.N.

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