Loha annunciato Alfredo Mantovano, sottosegretario al ministero degli Interni, ospite ieri del consiglio straordinario lidense, voluto dall'opposizione sul caso «infiltrazioni criminali nel tessuto economico del territorio». E subito scattano le polemiche. «Ostia non è Secondigliano», ha detto Luigi Zaccaria, consigliere Pdl, tacciato di negazionismo dal Pd. «I dati relativi all'usura lo confermano, come quelli delle commissioni parlamentari anti-mafia che parlano di interessi radicati dei clan mafiosi a Ostia», ha risposto Paolo Orneli, consigliere Pd, ricordando i cinque chioschi incendiati e le indagini sui bandi per l'assegnazione delle spiagge libere. «Non parlerei di radicamento e di controllo del territorio da parte delle organizzazioni criminali, ma piuttosto di tentativi. – ha specificato nel suo intervento il Prefetto Giuseppe Pecoraro - Per questo è determinante il monitoraggio delle attività economiche. La volontà dello Stato di opporsi a tali fenomeni è dimostrata dalle operazioni delle forze dell'ordine». «Roma ha più caserme o commissariato al centro piuttosto che in periferie come questa: stiamo già lavorando alla ricollocazione dei presidi nell'area. – ha aggiunto poi Mantovano – Le relazioni dell'Antimafia sulle penetrazioni di stampo mafioso sul litorale parlano chiaro e citano gli interessi di famiglie come quelle dei Triassi, Senese o Fasciani. Ma non si tratta di un assoggettamento del territorio a tali organizzazioni». Massima attenzione, ma il Comitato Provinciale si è già concentrato più volte su Ostia, ha sottolineato il presidente del XIII, Giacomo Vizzani. Di «segnale forte dalle istituzioni», ha infine commentato il presidente della Commissione sicurezza di Roma, Fabrizio Santori.
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