Come ogni tornata elettorale che si rispetti, già a metà mattinata diverse voci, la maggior parte politiche, gridavano al complotto, denunciando la scarsa organizzazione della macchina elettorale, esponenti dei comitati (guarda caso tutti quelli per il Sì) e rappresentanti di lista ai quali è stato negato il voto. Un folklore che accompagna inesorabilmente qualsiasi tipo di elezione. Ma se sulle politiche o le amministrative la partita si gioca tra partiti, sul referendum (unica forma di democrazia diretta prevista dalla nostra costituzione) a finirci in mezzo possono essere altri soggetti, estranei al gioco di ruolo della politica. Così, alle diverse segnalazioni arrivate ai carabinieri, che in più casi sono stati costretti a intervenire per garantire l'esercizio di voto, quella del signor Giovanni Leonardi, disabile, è arrivata dritta a noi. «Sono andato alla sezione indicata sulla tessera elettorale, in via dei Larici ma lì oltre a un marciapiede senza scivolo ci sono delle scale impossibili da fare - racconta Giovanni - non era stato previsto alcun seggio dedicato ai disabili. Ho protestato e a quel punto il presidente di seggio mi ha proposto di votare lì in strada. Ma come si fa a votare per strada? Non è possibile che un disabile debba subire l'umiliazione del voto». Il caso del signor Leonardi non è, purtroppo isolato, ma certamente emblematico. A poca distanza infatti c'è un'altra scuola, in via della Pilotta, sempre zona Centocelle, dove ci sono scivoli per le carrozzine e cabine elettorali attrezzate per i disabili. «In genere voto lì - continua Giovanni - anche se tutte le volte è una storia, ma quando sono andato in via della Pilotta ho avuto l'amara sorpesa che il seggio non è stato allestito». I seggi del referendum sono diversi da quelli delle amministrative e spesso per esigenza di spesa si "accorpano" più sezioni in un unico plesso scolastico. Ora, l'aspetto più assurdo è che su due scuole si sia deciso di aprire il seggio in quella non attrezzata al voto di persone diversamente abili. Una "superficialità" che in un paese civile dovrebbe essere quanto meno inacettabile. Non solo. «Da anni chiedo al Comune di cambiarmi la sezione elettorale nel seggio di via della Pilotta - racconta ancora Giovanni - ma nessuno mi ha mai risposto. É davvero una vergogna».
Referendum ma non per tutti
Centocelle Scelta come seggio una scuola non attrezzata per i disabili

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