Roma Capitale

Su Facebook adesca due ragazzine costrette a girare video erotici

Èsuccesso a due ragazzine di 14 anni, vittime di un romano - L. P., 38 anni - arrestato con l'accusa di pedofilia dagli investigatori del Commissariato Prenestino diretto da Fabrizio Falzoni. La vicenda ha inizio nel settembre 2010. In Rete una delle due ragazzine parla col tizio col quale entra in confidenza perché lui si spaccia per un'adolescente. Sono nel mondo virtuale e affollato del social network Facebook. I due avviano un gioco erotico fatto di immagini osée che l'uomo sotto false spoglie chiede all'altra la quale coinvolge anche l'amichetta del cuore. Il rapporto però si guasta in fretta, si trasforma in incubo che sembra senza via di ritorno. La misteriosa "amica" di Internet infatti si rivela. Conosce i segreti proibiti delle due ragazzine. Per cui le ricatta, dice loro che se non soddisferanno le sue richieste erotiche diffonderà il materiale sul Web. Diventa esigente e opprimente: dà loro indicazioni su come girare i video, quali posizioni assumere, come devono vestirsi e spogliarsi. Chiuse nel bagno devono filmarsi e inviare le immagini agli indirizzi di posta elettronica che l'uomo fornisce loro. L'epilogo a metà ottobre. Le due trovano il coraggio di confidare ai genitori le violenze che sono costrette a subire. La storia viene riferita agli agenti del Commissariato Prenestino che si mettono subito al lavoro. Gli investigatori riescono a scoprire le false idendità dell'uomo su Internet e organizzano il blitz nell'abitazione del presunto pedofilo. Lui abita al Prenestino con la madre anziana. Ha una fidanzata all'oscuro dei suoi vizi. In casa i poliziotti trovano i video realizzati dalle ragazzine e altre registrazioni amatoriali a contenuto pedopornografico. Mercoledì, sulla base degli elementi di prova raccolti, la procura ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il romano ha negato ogni accusa tentando di sminuire la gravità delle pressioni psiocologiche che secondo gli investigatori lui esercitava sulle ragazze. «Non sono un pedofilo - avrebbe detto agli agenti - non obbligavo nessuno. Le ragazze giravano i video perché volevano e non perché fossero obbligate». Deciderà il giudice. Fab. Dic.

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